L'autorevole New York Times riporta la notizia delle intenzioni del Presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama, di preparare scrupolosamente una campagna contro l'Isis. Questa sarà articolata in tre distinte fasi: la prima, già in atto, prevede il bombardamento di zone strategiche con raid aerei. Attualmente sono stati effettuati centoquarantacinque raid aerei. La seconda fase, che dovrebbe trovare inizio entro questa settimana, consisterà nell'addestrare ed equipaggiare le forze militari irachene, di alcuni gruppi sunniti e dei combattenti curdi. La fase finale, cioè quella considerata il culmine dell'intera movimentazione, riguarderà la completa distruzione dell'esercito islamico e dei suoi santuari. Quest'ultima fase, potrebbe non essere del tutto compiuta prima dell'inizio della prossima amministrazione presidenziale statunitense.

Onu: settecento bambini uccisi dall' Isis

Leila Zerrougui, rappresentante speciale dell'Onu per i minori nei conflitti armati, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha affermato che la nuova organizzazione terroristica, già famosissima in tutto il mondo, che si fa chiamare Isis, da gennaio di quest'anno ha ucciso o mutilato settecento bambini innocenti; spesso con esecuzioni sommarie.

Leila Zerrougui si dichiara estremamente e profondamente preoccupata per le sorti delle minoranze che subiscono continui attacchi da questa organizzazione terroristica: si riferisce anche alle donne e ai bambini che si trovano in zone controllate dall'Isis in Siria e in Iraq. La rappresentante delle Nazioni Unite si è anche detta "inorridita dal totale disprezzo per la vita umana dimostrata dallo Stato Islamico". Ha poi rivelato che un gruppo di almeno tredici bambini è stato letteralmente arruolato come soldati, facendogli imbracciare armi di ogni genere, mentre un altro gruppo di bambini, dal numero imprecisato, è stato minuziosamente addestrato per commettere attentati terroristici suicidi.

La preoccupazione e lo sgomento di Leila Zerrougui sono più che comprensibili, e non è la sola a commentare aspramente e con severo sdegno l'attitudine mentale dei componenti dell'Isis. Primo su tutti il Presidente degli Stati Uniti, che in più occasioni ha rimarcato: "Distruggeremo l'Isis".