In questa sede con l'espressione "crisi economica" si fa riferimento alla altrimenti definita "grande recessione" del 2008-2013. L'origine della crisi economica è nella crisi finanziaria del 2007 negli Stati Uniti d'America, originata da una bolla immobiliare che ha condotto alla cosiddetta "crisi dei subprime". I subprime sono mutui a tassi di interesse superiore a quello base, concessi a soggetti che non avevano i titoli per poter accedere e mutui ordinari e che dunque - secondo gli indicatori delle banche - avevano una probabilità più alta di non essere in grado di ripagare i loro debiti. La crisi dei mutui subprime fu infatti dovuta alla progressiva impossibilità per i loro titolari di onorare i loro debiti.

La bolla immobiliare - che fece abbassare notevolmente i prezzi delle case - portò nel giro di due anni alla crisi: i primi segni di crisi del mercato immobiliare erano già presenti nel 2006. Il tasso di morosità dei contraenti di mutui subprime cominciò a salire, arrivando ad un 10 per cento di morosi. Sarebbe arrivato al 42 per cento nel 2009. Alla fine del 2013 erano state pignorate negli Usa 4,8 milioni di abitazioni.
La crisi dei mutui subrime ha portato al fallimento di grandi banche americane. Il culmine della crisi finanziaria Usa si è avuto con il fallimento della grande banca Lehman Brothers, caduta per i debiti contratti sui mutui ad alto rischio, per la pesante svalutazione dei titoli a seguito del crollo del mercato immobiliare e per le esposizioni che il gruppo bancario aveva accumulato sui CDS, i credit default swap, ovvero gli strumenti derivati basati sul rischio di credito.  La presenza di asset tossici nei circuiti bancari si è trasferita rapidamente anche in Europa, dove la crisi si è manifestata anche come crisi industriale e come crisi dei titoli del debito sovrano di alcuni Paesi europei (l'Italia tra questi).

In Italia negli anni della crisi molto forte è stata la contrazione del credito alle imprese, che si traduce giornalisticamente nell'espressione "credit crunch": le banche contraggono i loro crediti per timore di una mancata solvibilità da parte dei debitori: si aumentano i tassi o si chiedono maggiori garanzie.
Le banche italiane sono state accusate di aver beneficiato di finanziamenti a tassi molto bassi da parte della Banca Centrale Europea e di non aver riversato nell'economia reale la liquidità ottenuta, ma di aver preferito acquistare titoli del debito pubblico - ovvero strumenti senza rischio.

E' significativo che la radice della crisi economica sia stata dovuta ad una caratteristica del sistema bancario USA: l'elargizione di mutui subprime era infatti inserita in un sistema bancario squilibrato a favore dell'offerta di credito, a danno della valutazione sulle garanzie di rientro del debito da parte del cliente. Questo perché il titolo di credito nel sistema USA veniva rivenduto (cartolarizzato) e dunque i rischi non gravavano direttamente sulla banca ma si distribuivano su altri soggetti. Un meccanismo "virtuoso" in fasi economiche espansive e a rischio di interrompersi bruscamente in caso di bolle economiche, come è stato per il mercato immobiliare.