Arrivano delle conferme per quanto riguarda la riorganizzazione dei corpo armati dello Stato. Ad annunciare l'approvazione da parte della commissione affari costituzionali di un emendamento del ddl delega che punta a modificare l'articolo 7 è stato il ministro della Pubblica Amministrazione. Tra le novità annunciate spicca in particolare l'abolizione del Corpo forestale dello Stato che sarà assorbito dagli altri corpi armati.

I corpi di polizia presenti sul territorio nazionale da cinque passeranno a quattro, questo è quanto è emerso dalle parole del ministro Madia. Si tratta dell'emendamento, al ddl delega per la pubblica amministrazione, presentato da Giorgio Pagliari del Partito Democratico.

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All'interno del testo è prevista una riorganizzazione delle forze di polizia presenti sul territorio nazionale al fine di evitare che queste ultime si ritrovino in ambigue situazioni che spesso portano alla sovrapposizione del campo di azione dei singoli corpi. All'interno di questa strategia di riorganizzazione degli organi di polizia rientra l'abolizione del Corpo forestale dello Stato e la riorganizzazione della Polizia Provinciale.

Nel Corpo di polizia Forestale dello Stato, per i circa 10mila agenti, come riporta il Sole 24 Ore, presenti sul territorio nazionale potrebbe, come riportato nel testo dell'emendamento, eventualmente si verificherà la possibilità di un assorbimento all'interno degli altri corpi di sorveglianza del territorio. Al contrario di quanto richiesto dalla Ragioneria generale dello Stato e dalla commissione Bilancio secondo l'emendamento questi assorbimenti non riguarderebbero la Polizia Provinciale.

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Il segretario nazionale dell'Ugl Corpo forestale dello Stato decide di andare contro la scelta fatta dai rappresentanti dello Stato definendo, come riporta l'Agi, questa mossa non come una soluzione al problema. I sindacati sottolineano che resterebbero comunque in funzione i 5 organi del corpo forestale legati alle Regioni a statuto speciale. Il ministro ha però confermato nel suo intervento che il testo sarà portato in Aula entro la fine di marzo. #Governo #Matteo Renzi