Il 1° Aprile è iniziata la raccolta firme per presentare al Parlamento italiano una proposta di legge per rendere maggiormente efficaci gli Art. 54 e 614 del Codice Penale. La proposta vuole dare maggiore inviolabilità al proprio domicilio e alle attività commerciali e dare, dunque, la possibilità ai cittadini di poter esercitare in modo più ampio la legittima difesa nei confronti dei propri cari e dei propri beni.

La nostra Costituzione prevede la possibilità di presentare in Parlamento una proposta di legge attraverso la raccolta di 50 mila firme, ma la sua presentazione in Parlamento non garantisce la sua trasformazione in legge. La raccolta firme è partita dall'Italia dei Valori ed in due settimane ha già raccolto 70.000 firme.

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Gli articoli da modificare

Coloro che sottoscrivono la proposta di legge chiedono la modifica di due articoli del codice Penale: l'art. 614 e l'art.55 e l'inserimento di un comma all'articolo. L'art 614 attuale sulla violazione di domicilio  prevede, per chi s'introduce all'interno delle abitazioni altrui in modo clandestino o con l'inganno, la punibilità con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. La proposta di legge propone modifica, nel caso in cui avvenga la violazione del domicilio, della durata della pena per chi commette il reato aumentando la reclusione da 1 a 6 anni (attualmente da 6 mesi a 3 anni), ed inoltre propone di aumentare la pena nel caso in cui si verifichi il danno a cose e persone aumentando il periodo di reclusione facendolo passare dagli attuali da 1 a 5 anni a da 2 a 7 anni.

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La proposta vuole aggiungere un nuovo comma: 'Colui che ha posto in essere una condotta prevista dai commi precedenti non può chiedere il risarcimento di qualsivoglia danno subito in occasione della sua introduzione nei luoghi di cui al primo comma'.

Sull'eccesso colposo dell'art.55 del codice penale la proposta di legge vorrebbe inserire: 'Non sussiste eccesso colposo in legittima difesa qualora la condotta è diretta alla salvaguardia della propria o altrui e dei beni propri o altrui nei casi previsti dal secondo e dal terzo comma dell’articolo 52'.

Nel caso in cui la proposta di legge venga discussa in Parlamento e tramutata in legge molti casi di legittima difesa non avrebbero conseguenze penali nei confronti di chi ha cercato di salvaguardare se stesso e la propria famiglia. Con l'attuale legge chi si difende viene condannato sia penalmente che dal punto di vista pecuniario, come nel caso  di un tabaccaio di nome Franco Briolo (ma di casi come il suo ce ne sono diversi) che ha ucciso un ladro che si trovava all'interno della sua attività al fine di commettere un furto. Uccisione avvenuta dopo che il proprietario del tabacchi è stato aggredito dall'intruso. Franco Briolo è stato processato e condannato a 2 anni ed 8 mesi di reclusione, oltre ad un risarcimento dei danni pari a 325.000 €  da dare alla famiglia del malvivente. #Governo #cronaca nera