In Corso dei Mille, al centro migranti Araba Fenice, per sedare una rivolta sono intervenuti agenti in tenuta anti sommossa e carabinieri. Il centro ospita circa 60 minori che si sono barricati dentro la struttura e non hanno permesso agli educatori di uscire.

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All'arrivo delle forze dell'ordine hanno acconsentito l'ingresso nella struttura agli agenti e liberato gli educatori. Gli ospiti del centro provengono dalla Nigeria, Gambia e Costa d'Avorio si lamentano del mancato pagamento della diaria, dichiarano che le docce sono poche, che il centro li lascia senza medicine e cibo ed anche senz'acqua. Il Centro Araba Fenice respinge le accuse. In un'intervista un profugo dichiara: 'Ci portano la carne di maiale, che noi essendo di religione musulmana, non possiamo mangiare.

Che non sanno dire una parola in italiano ma lo sanno scrivere a quanto sembra....
Che non sanno dire una parola in italiano ma lo sanno scrivere a quanto sembra....

Ci negano anche l’acqua e i vestiti. Siamo stipati anche in 4 persone per ogni stanza'.

Ciò che è sconcertante è che arrivano su barconi, che come le recenti cronache hanno dimostrato riescono giusto a stare a galla, viaggiano per raggiungere le nostre coste in condizioni disumane rischiando la vita, arrivano qui dopo centinaia di chilometri di navigazione ed avanzano le pretese. Salviamo le loro vite in mare, li accogliamo, li curiamo, li sfamiamo, diamo a loro una vita dignitosa donandogli una speranza di vita migliore peggiorando la nostra.

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Questo non è razzismo, è lo stato oggettivo delle cose: basta guardare quanto avviene a Ventimiglia con lo sgombero dei profughi che non possono entrare in Francia.

Un problema di natura culturale

 

Il problema è culturale: non vogliono integrarsi e pretendono che noi ci adattiamo a loro. Non vogliono farsi identificare (essendo clandestini) e protestano a Cagliari, non ottengono il diritto d'asilo e manifestano bloccando le strade alle persone che per vivere lavorano cercando di sovvertire le decisioni della Prefettura, non apprezzano il mangiare che buttano nei cestini della spazzatura ed i centri cercano uno chef esperto nella preparazione dei loro piatti tipici.

L'integrazione a volte avviene, ma troppo spesso i migranti vengono arruolati dalla malavita per spaccio e furti, vengono arrestati dopo lunghi appostamenti e vengono poi lasciati liberi di continuare a delinquere.

Spesso nei titoli dei giornali nelle notizie di cronaca leggiamo: 'Colto in fragranza di reato pregiudicato o già conosciuto dalle forze dell'ordine'. Il nostro presidente del consiglio Renzi con la Boldrini ed Alfano dichiarano di aver la situazione sotto controllo.

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Ma è emergenza, visto che la rotta Balcanica è chiusa, la Francia ci ha rispedito indietro i profughi che sono entrati nel loro paese sbarcando dall'Italia, l'Austria non li farà passare, la Spagna ha barriere di separazione elettrificate tra Ceuta e Melilla che hanno causato la morte stimata di circa 4 mila migranti che avevano cercato di raggiungere la costa a nuoto attraverso lo stretto di Gibilterra. L'Europa è entrata a patti con la Turchia che ha tra i suoi abitanti abili contraffattori di documenti acquistabili anche on line, lo stesso paese usa i bambini per confezionare ciò che si indossa in Europa.

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700 (cifra sicuramente data per difetto) morti stimati su 12 mila migranti salvati significa che 6 persone su 100 partite sui barconi hanno perso la vita per raggiungere le nostre coste, per la precisione il 5,8%. Le donne ed i bambini vengono stuprati. Uomini senza scrupoli guadagnano cifre spropositate da questo mercato tra i più violenti e più redditizi. La stragrande maggioranza dei paesi europei hanno i confini blindati, la chiusura della rotta balcanica ha bloccato di fatto gli ingressi in Germania, è rimasto solo il confine tra l'Austria e l'Italia, ma non sembra affatto facile oltrepassarlo vista anche la ventilata ipotesi della sua chiusura.

Ma vogliamo renderci conto che il peso di quest'emergenza è solo dell'Italia e quindi di noi italiani? 

 

 

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