Matteo Renzi in questi giorni è presissimo: una kermesse dietro l'altra, e qualche sassolino - secondo il suo punto di vista - da togliersi dalle scarpe. Ne approfitta nel corso dell'ultimo intervento: parlando a Classe Democratica, ha affrontato il tema del referendum ma non ha esitato a lanciare i suoi strali contro il Movimento 5 Stelle e la giunta capitolina.

Galeotta la questione che oramai tiene banco da qualche mese: i rifiuti da smaltire, dove non si sa ancora bene, il presunto coinvolgimento dell'assessore Muraro nella gestione sotto accusa della municipalizzata AMA, il tormentone dal sapore quasi estivo della giunta che si fa e si disfa alla velocità della luce. In definitiva, di  argomenti ne ha da vendere, il Premier, soprattutto a difesa del partito di cui ricopre anche la carica di segretario.

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Una doppia morale che fa ridere i polli

E' così che esordisce Renzi, parlando dei pentastellati della giunta capitolina: ovviamente, il primo affondo va dritto contro la sindaca Raggi, accusata senza mezzi termini di voler consegnare i rifiuti in mano a Mafia Capitale, in sostanza di voler cavalcare un repertorio stantio contro il quale lei stessa inveisce dalla mattina alla sera.

"Cosa pensate avrebbero detto se la Muraro avesse avuto la tessera del PD?" - chiarisce ancor meglio il suo pensiero il premier. E, se qualcuno non avesse ancora ben compreso, Renzi fa diretto riferimento ai rapporti professionali intercorsi tra la Muraro  e l'AMA: questo basta per suffragare il suo assunto, ovvero chi è deputato a risolvere la questione rifiuti è la stessa persona che ha avvallato l'operato di chi ha generato il degrado in atto.

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Un tweet a firma Raggi per contestare: non siamo il PD

Non si fa attendere la replica della sindaca, sull'ormai consueto bollettino dei comunicati: da tweet, la Raggi fa sapere che il Movimento 5 Stelle non è certo il PD (casomai qualcuno potesse fare confusione). E, giusto per amore di precisione, sottolinea che il sistema di Mafia Capitale porta proprio la firma del Partito che Renzi si sta affannando a difendere: "i cittadini sanno che quel sistema lo hanno creato loro. Noi lo combattiamo." è quanto afferma in tono puntuale e un po' seccato.

La doppia faccia dei pentastellati? Anche qui la sindaca non molla la replica, e accusa Renzi di cambiare le carte in tavola: ogni volta che si trova in difficoltà - sostiene la Raggi - il premier è abilissimo nel distogliere l'attenzione da quanto non riesce a sostenere, cambiando discorso, cosa che in questi ultimi tempi (rimarca la sindaca) gli capita piuttosto spesso.

Un invito per nulla celato - e meglio esplicitato su Facebook - ad occuparsi di qualcosa che lo coinvolge molto più dei rifiuti di Roma; la Raggi non esita e lancia il suo affondo: meglio che il premier si preoccupi del poco tempo che manca alla data del referendum, quello sulle "finte riforme" - così lo definisce - oppure si concentri sul deficit di bilancio italiano, sulla disoccupazione giovanile, sulla politica estera che fa acqua da tutte le parti, sulla spinosa questione dell'immigrazione.

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Insomma, chi più ne ha, più ne metta. E, giusto per gradire, la sindaca conclude il suo intervento sul social con un laconico augurio rivolto a Renzi: un "Buon lavoro" sornione e volutamente ironico. #Politica Roma