Nel bel mezzo della discussione della Commissione del #Pd per la possibile modifica della legge elettorale dell'Italicum, arriva una nuova proposta di legge elettorale da parte del PSI di Riccardo Nencini, che ne ha illustrato i contenuti in una conferenza stampa alla Camera nel pomeriggio di questo 2 novembre.

Nencini: 'Eliminiamo il ballottaggio e allarghiamo il premio di maggioranza alla coalizione'

Il segretario Nencini ha detto: "Se nella maggioranza vi fosse la possibilità di trovare un accordo con l'eliminazione del ballottaggio e con l'allargamento del premio di maggioranza alla coalizione (e non più alla lista) vincente, saremmo pienamente disponibili ad accettarlo". 

Ma il PSI ha però anche messo in conto la possibilità che tale accordo non si trovi e pertanto ha presentato alla stampa una nuova proposta di legge elettorale, definita Britannicum, che si basa sulla creazione di un sistema maggioritario a turno unico uninominale, senza alcun recupero proporzionale.

Pubblicità
Pubblicità

Nencini ha aggiunto che, non essendoci i tempi tecnici affinché si possa legiferare prima del #referendum costituzionale, potrebbe essere il caso che la maggioranza presenti una proposta corale entro tutto novembre, per poi avviare un confronto con le opposizioni e prevedere la discussione dopo il referendum, contestualmente alla "sessione di Bilancio", magari facendo discutere di temi elettorali la Camera mentre il Senato si occupa appunto del Bilancio e viceversa. 

La nuova proposta di legge elettorale del PSI

Entrando nel dettaglio, la nuova proposta di legge elettorale presentata dal Partito Socialista prevede che i 618 seggi della Camera da assegnare in ambito del territorio nazionale (esclusi quindi i 12 della circoscrizione estero) dovrebbero essere assegnati esclusivamente attraverso un sistema maggioritario uninominale.

Pubblicità

Nello specifico viene previsto un premio di maggioranza (definito di "governabilità") pari a 62 seggi che verrebbe assegnato alla lista o alla coalizione che sarà risultata vincitrice del maggior numero di seggi nei 556 mini-collegi nei quali verrebbe suddivisa la penisola italiana. In ciascuno di questi collegi verrebbe dunque eletto solo il vincitore della sfida locale fra i vari partiti o coalizioni, mentre i 62 "ripescati" sarebbero i "migliori perdenti" appartenenti alla coalizione che avrebbe diritto al premio di maggioranza.

All'atto pratico si avrebbero collegi elettorali molto piccoli (si parla di una media di uno ogni circa 10.000 abitanti), che introdurrebbero un effetto iper-maggioritario alla legge elettorale, anche in considerazione della successiva aggiunta del premio di maggioranza. Come anche domandato esplicitamente da parte di Blasting News in conferenza stampa, non sarebbe previsto alcun tipo di "recupero" proporzionale per le liste che non riuscissero ad eleggere deputati nei vari collegi.

Pubblicità

La conseguenza di una legge simile sarebbe quella di favorire la creazione di coalizioni e poli più larghi, ma anche quella di estromettere dal Parlamento le forze politiche più piccole che non intendono allearsi con i partiti maggiori. Nessun "diritto di tribuna" insomma per i partiti portatori delle istanze più radicali, che non riuscissero ad essere maggioritari in alcun collegio elettorale. Viceversa, vi sarebbe più spazio alle forze molto radicate in singoli territori locali che potrebbero mandare in Parlamento un numero più alto di eletti rispetto alle passate leggi elettorali. Un sistema che nell'Italia repubblicana non si è mai visto, chissà se ci saranno le condizioni affinché tale proposta di legge venga presa in considerazione dalla maggioranza che sostiene il Governo Renzi. #Matteo Renzi