Appena tre giorni fa una flotta di portaerei americane, capitanate dalla “Carl Vinson”, hanno effettuato un cambio di rotta portandosi da Singapore verso le coste della Corea del Nord [VIDEO], in via precauzionale. Gli #USA temono, infatti, che lo Stato asiatico possa continuare con il suo irresponsabile programma missilistico e nucleare: pertanto hanno ritenuto opportuno, per ragioni di sicurezza, inviare dei presidi per monitorare le azioni dell’area in questione.

Le tensioni tra i due blocchi

Se da un lato il governo di Pyong Yang risponde con una parata militare in grande stile per festeggiare l’anniversario della nascita del fondatore del Paese, nel 1912, dal canto suo l’America di Trump si prepara a mettere in atto una serie di soluzioni per cercare di circoscrivere i danni che il Nord Corea potrebbe causare al mondo intero. Un entourage di militari e scienziati nordcoreani infatti, si è messo all’opera per tentare di ottimizzare la produzione di alcuni missili nucleari, rendendoli capaci di arrivare fino alla costa ovest americana.

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Ma questo non è il solo pericolo che corre il Nuovo Continente, infatti sarebbe a rischio anche la Corea del Sud, alleata degli Stati Uniti. Sebbene dunque #Donald Trump stia tentando di addentrarsi verso la risoluzione di una questione che nessuno dei suoi predecessori è riuscito ad arginare, la #corea del nord fa sapere che non farà sconti di misura per rispondere alla minaccia americana, alludendo al ricorso di ogni mezzo, generando il timore del ricorso anche alle armi nucleari.

Le contromisure americane

Gli Stati Uniti quindi, come già anticipato, stanno cercando di correre ai ripari per far fronte alla minaccia rappresentata da Pyong Yang, tanto che, nel vertice presso la residenza di Mar-a-Lago in Florida, organizzato la settimana scorsa con il leader Xi Jinping, il Presidente degli Stati Uniti avrebbe tentato di stipulare un accordo commerciale con la Cina: se essa lo avesse aiutato a risolvere il problema con la Corea del Nord, avrebbe tratto grossi vantaggi.

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Trump si sarebbe rivolto proprio alla Cina poiché essa, grazie ai suoi lavori e alle forniture di armi, contribuisce a mantenere a galla la dittatura di Pyong Yang. Senza gli aiuti della Cina dunque, la Corea del Nord sarebbe destinata alla miseria, ma se tuttavia quest'ultima prendesse la decisione di non voler collaborare, il Presidente degli Stati Uniti sarà determinato a portare comunque avanti la sua campagna.