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Questo venerdì 29 settembre si è svolto a Roma l'atteso e discusso dibattito fra il noto giornalista #Enrico Mentana e il leader di #casapound Italia Simone Di Stefano. Vediamo le parti salienti di quello che è stato detto.

Mentana: 'Sono venuto a Casapound per confrontarmi, questo è antidoto contro violenza'

Nel suo primo intervento il direttore del Tg di La7 ha precisato subito: "Sono qui perché è normale per chi vuole confrontarsi. Passiamo la maggior parte del nostro tempo a parlare con chi la pensa simile a noi. Parlare con chi ha idee molto lontane è il sale della democrazia. Ed essa è l'unico recinto possibile per il nostro paese.

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Non sono qui per fare il missionario o per legittimarvi. Se un movimento partecipa con proprie liste alle elezioni è la democrazia che lo legittima, si legittima da solo. Confrontare le idee pacatamente un antidoto contro la violenza. La storia italiana non è fatta di buoni o cattivi. Tutti sanno quanti fascisti c'erano in Italia ai tempi del regime e quanto il #fascismo sia stato definitivamente battuto dalla storia. La storia dovrebbe essere condivisa. In questo Paese non si sono mai fatti i conti critici col fascismo, se li avessimo fatti probabilmente i toni sarebbero stati più pacati da prima. Il fascismo ha avuto una rete di consenso costruita attraverso decenni di controllo totalitario, ma fare le leggi razziali non è stato un errore ma un orrore che delegittima per me tutto quello che può aver fatto il fascismo.

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Se ci fosse stato un libero dibattito nei decenni passati, oggi saremmo a parlare di destra e sinistra come negli altri paesi, e di cose concrete di attualità. Il passato è il passato: le idee si confrontano e sono contento di essere qui a confrontare le mie con le vostre".

Poi Mentana ha poi proseguito: "Ognuno può giudicare, ma in certi casi occorre dire che sono state fatte cose criminali dal fascismo, così come dal comunismo in Russia o altrove, ma qui siamo in Italia e di noi dobbiamo parlare: ogni totalitarismo non è oggi più spendibile. Se una forza politica, nella propria battaglia, porta un patrimonio di idee che stanno nella democrazia, nella non violenza e nei principi del No al razzismo, essa va trattata come gli altri".

'La legge Fiano ha molte controindicazioni e pochi vantaggi, bastano le leggi esistenti': Casapound applaude Mentana

In merito alla Legge Fiano, Mentana ha affermato: "Non si può affrontare questo tema con il proibizionismo secco, perché si incentiva il culto della memoria maledetta: la destra italiana ci ha vissuto molto in un contesto simile con la proibizione della ricostruzione del partito fascista; sarebbe servito un dibattito culturale più profondo.

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Oggi non ha senso creare leggi che sono punizione pura e senza comprensione. Ci sono monumenti e lapidi che fanno parte della storia italiana e io voglio essere libero di poterle vedere. Non è abbattendo un obelisco che si cambia la storia. La Legge Fiano ha secondo me moltissime controindicazioni e pochissimi vantaggi. Sul web ci sono cose ripugnanti e vergognose, in cui si è offeso gravemente Fiano e questi è giusto punirli. Le leggi esistenti sono già sufficienti, anche perché sono state disattese o osservate con un andamento a fisarmonica. La storia si studia, non si proibisce niente: è l'arma della cultura democratica". Inutile dire che a queste parole Mentana è stato molto applaudito da parte del pubblico presente.

'Dovete stare lontani dalla violenza e potrete avere consensi'

Mentana non ha disdegnato alcuni "consigli" di metodo a Casapound: "A destra avete molta concorrenza, ci sono altri gruppi che ancora utilizzano metodi e situazioni che riportano indietro le lancette. Nessuno storico prende tutto il pacchetto di ciò che è successo fra il '22 e il '43 e lo butta al rogo come tutto sbagliato. Però richiamarsi al fascismo significa richiamarsi a un movimento che si è fatto regime, che ha abolito gli altri partiti, che ha svuotato le istituzioni e monopolizzato la stampa. Io vi chiedo cosa sono le idee fasciste in democrazia? Se non volete farvi chiamare "destra" ditelo e chiaritelo; se volete definirvi un gruppo di azione sociale in difesa dei più deboli, ditelo. E soprattutto dovete fare battaglie non violente. Chiedo scusa se vi do un consiglio da zio. La violenza, che sia di destra o di sinistra, fa sì che la gente si allontani da posizioni radicali. Poi la simbologia è un altro discorso. Ma io penso che la peggiore democrazia è comunque meglio del migliore dei totalitarismi: storicamente, sempre e comunque. Laddove non c'è libertà di espressione, crolla tutto". Prima di aggiungere riguardo alla presenza mediatica di Casapound: "Apparire in TV non è la cosa più importante, la Lega Nord non era mai apparsa in Tv prima del 1991 ma aveva già un gran consenso. C'è un pregiudizio su di voi, che in parte avete contribuito a creare, per l'utilizzo di cinghie etc. Ma se io sono qui è perché ognuno ha fatto un pezzo di strada. Il punto è quanto siete rappresentativi, se lo sarete verrete anche invitati in Tv. Ci sono stati in passato gruppi che venivano anche da una storia di violenza, ma poi hanno fatto un percorso di avvicinamento alle istituzioni e poi sono entrati in Parlamento. A un certo punto conta dove vai e non da dove vieni, e quanti consensi si sanno prendere. Non spetta a me dirvi cosa fare, ma chi fa politica democraticamente poi viene fatto partecipare ai confronti. Io sono felice quando nessun movimento entra nella cronaca nera, più i movimenti fanno battaglie sociali senza violenza e meglio è. Diciamo la verità: avete il problema che alcuni vostri compagni di strada praticano il doppio binario e rifiutano ad esempio l'esistenza dei campi di sterminio, ma se voi vi allontanate e state nel campo del libero confronto, allora sarete considerati da tutti. In generale chi sa interpretare il cambiamento può prendere anche grandi consensi, come fece il M5S nel 2013, che balzò al 25% alle prime elezioni politiche a cui ha partecipato. In un'epoca del genere tutto è possibile".

Dopo alcuni passaggi sui temi economici [VIDEO] e dell'immigrazione [VIDEO], Mentana ha poi concluso: "Non conoscevo Di Stefano 5 anni fa ma immagino che fosse diverso, che non avesse la cravatta e che le sue idee fossero meno moderate e meno pragmatiche. Nella fase post-ideologica è giusto che sia così. I 5 Stelle dimostrano che oggi si possono scompaginare le cose e questo è il bello che ha solo la democrazia".