Il mercurio Hg è piuttosto raro in natura, allo stato nativo si trova sotto forma di goccioline sparse nelle rocce dei giacimenti di cinabro. E' un metallo quasi nobile notevolmente velenoso i cui usi sono molteplici: processi industriali, apparecchi fisici (termometri e barometri), produzione di composti per usi farmaceutici, elettrodi, amalgama dentaria ecc. Di conseguenza notevole fonte di contaminazione da mercurio deriva dalle attività dell'uomo.

Danni da inquinamento di mercurio

Il mercurio trattato può portare a un aumento progressivo della quantità del metallo nell'atmosfera, che entra nei cicli di distribuzione atmosfera-suolo-acqua, dove può rimanere in circolazione per anni. L'uomo ha triplicato la quantità di mercurio nell'Ambiente, con un aumento di quasi l'1,5% l'anno. Tale composto, attraverso il suolo e l'acqua contaminata, entra nella catena alimentare per mezzo dei microrganismi inferiori, con meccanismi poco caratterizzati e diversi tra gli ecosistemi, quindi, inquinando piante e animali.

Il pesce è la principale fonte di avvelenamento negli umani da, MeHg, metilmercurio, la forma più comune di mercurio organico, trovato negli ecosistemi. I meccanismi alla base di questo processo non sono ancora noti, in particolare alcuni pesci tendono ad avere i più alti tassi di bioaccumulazione di questo composto.

Attualmente fonti di esposizione per l'uomo al mercurio sono: l' amalgama dentale, i termometri, gli sfingometri, i barometri, l'emissione di combustibili fossili, lampade ad incandescenza, le batterie, l'incenerimento dei rifiuti medici, ecc.

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Ambiente

Una volta assorbito nel nostro organismo, è bioaccumulato preferibilmente nei reni, nel fegato e soprattutto nel cervello, in quest'ultimo di stima abbia un'emivita di quasi 20 anni. L'escrezione urinaria del mercurio è trascurabile e il grado di avvelenamento non è strettamente correlato alla concentrazione nel sangue, perché una volta contaminati, è bioaccumulato in diversi tessuti. Prove tossicologiche hanno dimostrato gli effetti tossici da esposizione al mercurio a livello endocrino, apparato riproduttivo, sistema immunitario, sistema nervoso, cardiovascolare, feto tossicità, effetti tossici cellulari oltre ad essere un fattore di rischio per l'insorgenza di diverse patologie come l'anemia, mononucleosi, leucemia e malattia di Hodgking.

Alla luce di queste considerazioni le autorità dovrebbero impegnarsi nell'adottare misure di prevenzione, sensibilizzando l'opinione pubblica, affinché l'emissione e i rilasci di mercurio nell'ambiente siano notevolmente ridotti.

L'Italia è la prima in Europa per inquinamento da arsenico, cadmio, mercurio e cianuro, nelle acque, questo è ciò che emerge dai dati dell'ultimo dossier di Legambiente, derivanti soprattutto dagli scarti industriali e da fenomeni d'illegalità ancora radicati nel nostro Paese. In conclusione, siamo ancora lontani dal comprendere l'importanza della direttiva 2000/60 del Parlamento Europeo, che cerca di disciplinare e salvaguardare le acque.

Misure a tutela dell'ambiente devono, quindi, essere prioritarie per arginare il fenomeno che rappresenta, ancora oggi, una minaccia per la salute e per l'habitat e la biodiversità.

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