L'uomo discende dalle scimmie ma da sempre si contraddistingue per la capacità di parlare. Perché le scimmie non parlano? Questa è una grande domanda a cui molti vorrebbero dare risposta. Ciò che impedirebbe loro di sostenere una conversazione sarebbero alcune strutture cognitive, nel tempo evolutesi negli esseri umani.

Rivoluzioni scientifiche: i dati di Princeton

Secondo le teorie scientifiche sostenute fino ad oggi, i nostri antenati non sarebbero in possesso di alcune strutture anatomiche nel tratto vocale. La grande scoperta a cui sono giunti i ricercatori dell'Università di princeton rivoluziona le opinioni sostenute da sempre dagli scienziati: ciò che ha permesso all'essere umano di elaborare suoni articolati sono stati dei cambiamenti a livello cerebrale e non un'evoluzione a livello anatomico.

L'osservazione sui comportamenti di Emiliano

L'oggetto d'esperimento che ha permesso di giungere a tale conclusione è stato un macaco di Giava, di nome Emiliano. L'animale è stato sottoposto all'osservazione del suo apparato vocale grazie ad alcuni strumenti che sfruttano l'utilizzo di raggi x, grazie ai quali è stata misurata la capacità del tratto vocale e la sua estensione e infine calcolate quantità e qualità dei suoni in un centinaio di differenti configurazioni. L'entusiasmante scoperta riguarda la capacità del Macaco e dei suoi simili di elaborare i 5 suoni base propri dell'essere umano. L'incapacità di articolarli in parole di senso compiuto deriva dall'inabilità ad eseguire quei gesti motori associati al linguaggio.

Conclusioni: scimmie e umani potrebbero interagire

Tuttavia, gli scienziati di Princeton hanno rielaborato i suoni del Macaco e li hanno fatti ascoltare ad alcuni volontari. Nel 90% dei casi sono stati riconosciuti. Ciò porta quindi ad asserire che le scimmie sarebbero in grado di sostenere una conversazione con l'uomo se potessero parlare: immaginate cosa potrebbero dirci i nostri antenati se fossero in grado di adeguarsi al nostro registro linguistico.