La Polizia Municipale di Capaccio Paestum, in provincia di Salerno, ha eseguito il 22 agosto 2026 il sequestro di uno scarico di reflui in un'azienda zootecnica situata in località Varolato. L'intervento, volto a contrastare il rilascio illecito di sostanze nel terreno, ha rivelato un sistema di dispersione non conforme delle acque di lavaggio provenienti dalla sala mungitura.
Gli agenti, supportati da personale ausiliario di polizia giudiziaria, guardie giurate del WWF e volontari, hanno utilizzato la fluoresceina per accertare che i reflui venivano convogliati in una vasca in calcestruzzo e da qui dispersi nel suolo attraverso un sistema di troppo pieno.
Questa pratica ha sollevato preoccupazioni per il rischio di contaminazione ambientale in un'area già classificata come vulnerabile all'inquinamento da nitrati di origine agricola e inclusa nella fascia costiera sottoposta a particolari tutele.
Intervento e accertamenti sull'allevamento
A seguito delle verifiche, la condotta incriminata è stata immediatamente sigillata con cemento a presa rapida e la vasca è stata sottoposta a sequestro preventivo. I controlli si sono estesi anche alle strutture dell'allevamento bovino e alla documentazione aziendale. È emerso che la proprietà non ha esibito parte della documentazione richiesta e le necessarie certificazioni sanitarie, per le quali è stato concesso un termine di quindici giorni per la consegna degli atti.
Gli esiti dettagliati degli accertamenti sono stati prontamente trasmessi agli enti competenti, tra cui l'ASL, l'ARPA e l'Ispettorato del Lavoro, per le valutazioni del caso. Nonostante il sequestro, le attività essenziali per la cura dei circa sessanta bovini presenti nell'azienda sono state garantite e non hanno subito interruzioni.
Controlli ambientali e benessere animale
L'operazione ha beneficiato anche dell'impiego di droni, una tecnologia che ha permesso di esaminare con precisione l'intera estensione dell'allevamento e di individuare le aree utilizzate per lo stoccaggio dei reflui. I rilievi hanno confermato la presenza di sistemi di raccolta e smaltimento non conformi, evidenziando le potenziali minacce per il suolo e le falde acquifere.
Il Servizio veterinario dell'ASL, intervenuto con il proprio personale, ha riscontrato carenze strutturali e gestionali negli ambienti destinati al ricovero degli animali e nella sala mungitura. Sono state impartite prescrizioni immediate per ripristinare le condizioni minime previste a tutela del benessere animale. Le indagini e gli accertamenti proseguiranno nelle prossime fasi per valutare l'entità delle eventuali contaminazioni e definire le responsabilità relative allo scarico illecito di reflui e alla gestione non conforme dei rifiuti zootecnici.