A Cardedu, in provincia di Nuoro, il 24 agosto 2026, si è verificato un episodio che ha coinvolto oltre cinquanta tartarughine marine della specie Caretta caretta. Emerse dal nido sulla spiaggia, le piccole si sono dirette verso un chiosco, disorientate dalle luci artificiali, invece di raggiungere il mare.

L'allarme è stato dato dal proprietario del Perd’e Pera Resort. Prontamente, titolari, clienti e turisti presenti sulla spiaggia hanno agito, raccogliendo con attenzione gli esemplari disorientati e riaccompagnandoli verso la battigia. Grazie al loro intervento, tutte le tartarughe appena nate hanno potuto raggiungere l'acqua in sicurezza.

Intervento del Corpo Forestale e messa in sicurezza del nido

Il personale della Base Navale di Arbatax del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale è giunto sul posto poco dopo la segnalazione. La prima azione è stata far spegnere le luci del chiosco, misura fondamentale per eliminare il richiamo luminoso. Successivamente, è stato individuato con precisione il punto di deposizione e il nido è stato messo in sicurezza, limitando il rischio di ulteriori disorientamenti durante le successive schiuse.

Nella notte seguente, una nuova Caretta caretta è emersa dal nido e, questa volta, ha seguito direttamente la corretta direzione verso il mare. Il sito di schiusa resterà sotto monitoraggio del Corpo Forestale per almeno tre giorni dalla prima emersione, per garantire la sicurezza delle nascite future.

Collaborazione scientifica per il monitoraggio del nido

La verifica del nido e il conteggio delle uova schiuse saranno effettuati in collaborazione con i ricercatori del Centro di Recupero del Sinis (CReS). Questa attività permetterà di accertare il numero esatto delle uova schiuse e l'eventuale presenza di uova ancora integre, assicurando un monitoraggio scientifico accurato dell'evento.

L'episodio di Cardedu sottolinea l'importanza della collaborazione tra cittadini, operatori turistici e personale specializzato nella tutela della fauna marina. Evidenzia, inoltre, come le luci artificiali rappresentino un fattore di disorientamento per le tartarughe marine neonate, rendendo cruciale la consapevolezza e l'adozione di misure preventive.