Concentrazioni di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili disperse in aria sono state rilevate a Cervinara, in provincia di Avellino, con valori superiori al riferimento. Il dato emerge a seguito dell’incendio divampato nel sito industriale di Airola, in provincia di Benevento, il 31 agosto 2026, e in particolare dopo la sua improvvisa e inattesa riattivazione all’alba del 9 settembre 2026, evento che ha riacceso le preoccupazioni sulla qualità dell'aria nella zona.

Il ciclo di monitoraggio specifico condotto nel territorio di Cervinara ha evidenziato una sommatoria di concentrazioni pari a 0,79 pg/Nm3 I-TEQ.

Questo valore, espresso in picogrammi per normal metro cubo in termini di tossicità totale equivalente, supera in modo significativo il valore di riferimento di 0,15 pg/Nm3 I-TEQ. Quest'ultimo è il parametro correntemente utilizzato e riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale per la valutazione della qualità dell'aria in contesti simili, con riferimento alla fonte Lai, Germania.

Monitoraggio comparato: dati da Cervinara e Airola

Un quadro differente emerge dal punto di monitoraggio delle diossine collocato ad Airola stessa, nelle immediate vicinanze del luogo dell’incendio. Nel ciclo di rilevazione tra il 7 e il 9 settembre 2026, la sommatoria delle concentrazioni di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili dispersi in aria è stata pari a 0,069 pg/Nm3 I-TEQ.

Tale misurazione si mantiene, dunque, ben al di sotto del valore di riferimento di 0,15 pg/Nm3 I-TEQ, indicando una situazione meno critica direttamente nel focolaio.

La marcata differenza tra le concentrazioni rilevate a Cervinara e quelle prossime al sito dell’incendio ad Airola è stata collegata alla dinamica di circolazione atmosferica prevalente nel periodo esaminato. Questa variabile meteorologica avrebbe giocato un ruolo cruciale nella dispersione e nel trasporto degli inquinanti, determinando una maggiore concentrazione nel comune avellinese, distante dal punto di emissione principale.

L'intervento del laboratorio mobile e le rilevazioni sul particolato

Alle ore 9 del 9 settembre 2026, in concomitanza con la riattivazione delle fiamme, il laboratorio mobile posizionato nei pressi del luogo dell’incendio ha rilevato un aumento delle concentrazioni medie orarie di diverse sostanze monitorate.

L’incremento ha interessato in maniera più significativa il materiale particolato, nelle sue frazioni PM10 e PM2.5, e il benzene. Questi valori, sebbene abbiano mostrato un picco, non hanno raggiunto i livelli massimi registrati nei giorni precedenti l'evento e sono stati attribuiti, presumibilmente, alla ripresa dell'attività combustiva.

È stato osservato che le concentrazioni rilevate dal laboratorio mobile hanno mostrato una progressiva e rapida attenuazione nelle ore immediatamente successive all'incremento iniziale. Un dato rassicurante è che, nel periodo complessivo compreso tra l’8 e il 10 settembre 2026, i parametri misurati da questa unità mobile non hanno evidenziato alcun superamento dei valori limite stabiliti dalla normativa vigente per la qualità dell'aria.