Coldiretti Puglia ha richiamato l'attenzione sulla grave problematica dello spreco alimentare nella regione, in concomitanza con la Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, celebrata il 29 settembre 2026. Un dato allarmante emerge dal quadro regionale: ogni anno, oltre 250 tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura. Questo fenomeno si verifica in un contesto in cui il bisogno alimentare rimane elevato, con il rischio di povertà alimentare che interessa una quota significativa, pari al 14,8% delle famiglie pugliesi.
La denuncia non si limita a puntare il dito sulle sole abitudini domestiche, ma estende l'analisi alla perdita di valore che si verifica lungo l'intera filiera agricola, dal momento della produzione fino alla tavola del consumatore.
I dati resi pubblici dalla Regione Puglia evidenziano come ben il 53% dei rifiuti alimentari abbia origine proprio dalle famiglie. Coldiretti Puglia sottolinea l'urgenza di intervenire prima che il cibo diventi rifiuto, attraverso una serie di azioni mirate. Tra queste, si evidenziano l'importanza di una più attenta pianificazione degli acquisti, una corretta conservazione degli alimenti per prolungarne la durata, la valorizzazione dei prodotti freschi e stagionali, e l'implementazione di sistemi efficaci per il recupero e la redistribuzione delle eccedenze.
La nota fa riferimento anche al rapporto Waste Watcher 2026, il quale ha rilevato che i livelli di spreco sono più elevati tra le fasce di popolazione con minore potere d'acquisto. Nel Mezzogiorno, in particolare, si registra una maggiore incidenza dello spreco legato alle pietanze cucinate in eccedenza, con la pasta cotta che rappresenta un esempio emblematico di questo fenomeno.
La perdita di valore lungo la filiera
Per Coldiretti Puglia, il cibo che viene scartato non rappresenta solo un problema etico o ambientale, ma una vera e propria dispersione di risorse e reddito agricolo. L'organizzazione sintetizza efficacemente questo concetto affermando: “Dietro ogni alimento buttato ci sono terra, acqua, lavoro e reddito agricolo”.
Questa prospettiva ricolloca la questione dello spreco in un ambito più ampio, che richiede la prevenzione degli sprechi e il coinvolgimento attivo di tutti gli attori dell'intera filiera: dalla fase di produzione agricola, passando per la distribuzione, fino ad arrivare alle scelte quotidiane delle famiglie. La riduzione delle eccedenze e il recupero del cibo ancora utilizzabile prima che entri nel ciclo dei rifiuti sono indicati come elementi cruciali per contrastare efficacemente il problema.
La risposta proposta da Coldiretti Puglia non si concentra unicamente sulla responsabilità individuale, pur riconoscendone l'importanza. L'organizzazione enfatizza la necessità di sviluppare una maggiore capacità di programmare gli acquisti in modo consapevole, di adottare una corretta conservazione degli alimenti per evitare deterioramenti prematuri, di promuovere la valorizzazione dei prodotti freschi e stagionali, che spesso subiscono meno sprechi e supportano l'economia locale.
Inoltre, viene ribadita la possibilità di recuperare le eccedenze alimentari prima che queste diventino rifiuti, trasformandole in risorse preziose. Il richiamo al rischio di povertà alimentare, che affligge il 14,8% delle famiglie pugliesi, pone il tema dello spreco in una luce ancora più critica, evidenziando come la disponibilità di cibo sia un diritto fondamentale e non un bene da disperdere.