A Potenza, il 15 settembre 2026, sono state avviate le operazioni di collaudo per il primo tratto dell’adduttore Acerenza-Genzano, collegamento tra le dighe di Acerenza e Genzano. Il tratto di 6,5 chilometri (sui 16 totali) segna l’avvio verso la piena operatività del sistema idrico lucano. Gli interventi su questo segmento (maggio 2025 - giugno 2026), curati dal Segretario Generale dell’Autorità di Bacino, hanno richiesto 9 milioni di euro. Il completamento dei restanti cinque chilometri prevede un ulteriore finanziamento di 11,5 milioni di euro, portando l’investimento totale a 20,5 milioni di euro, sostenuti da fondi PNRR.
Il percorso verso la piena operatività
La conclusione degli interventi è prevista entro la fine di novembre 2026. Questi includono il completamento degli ultimi cinque chilometri dell’adduttore e il ripristino della galleria a Genzano. La piena operatività dell’intero sistema sarà raggiunta dopo la finalizzazione di tali lavori, sempre sotto la supervisione del Segretario Generale dell’Autorità di Bacino.
L’assessore regionale alle Infrastrutture e Reti idriche, Pasquale Pepe, ha dichiarato: “Oggi non parliamo più di un’opera ferma o di un progetto da recuperare, ma di un adduttore che comincia il percorso verso la piena entrata in esercizio”.
Storia e caratteristiche dell’infrastruttura
L’adduttore Acerenza-Genzano, costruito tra il 1989 e il 1995, si estende per 16 chilometri.
L’infrastruttura non era mai entrata in funzione a causa di una frana che ne aveva compromesso il funzionamento.
Il progetto si articola in due sezioni: un primo tratto (circa 11 km) con condotte pensili in acciaio e interrate in calcestruzzo armato precompresso; e un secondo tratto, una galleria in calcestruzzo armato (circa 5 km), in prossimità di Genzano.