Il Tribunale di Milano, Sezione Misure di prevenzione, ha disposto il 16 settembre 2026 l’amministrazione giudiziaria per un anno di Corepla, il consorzio nazionale attivo nel recupero dei rifiuti di imballaggio in plastica. Questa decisione, considerata la prima applicazione in Italia di tale misura per reati ambientali, si fonda su una presunta agevolazione colposa nei confronti di una società consorziata. Quest'ultima è già sotto procedimento penale per gravi illeciti nella gestione dei rifiuti plastici, evidenziando la necessità di rafforzare i controlli lungo l'intera filiera.
Le indagini condotte hanno rivelato significative carenze nei controlli sulla filiera da parte del consorzio. Nel provvedimento giudiziario si legge esplicitamente che “Corepla non ha effettivamente controllato la filiera della gestione dei rifiuti, verificando la reale capacità imprenditoriale, l'organizzazione e l'operatività di Synextra Spa e più in generale dei Centri di Selezione e Stoccaggio”. L'atto sottolinea inoltre l'omissione di “tempestive e adeguate iniziative” che avrebbero dovuto neutralizzare o almeno contenere il rischio di una gestione illecita dei rifiuti, un aspetto cruciale per la tutela ambientale.
Il Contesto e le Autorità Coinvolte
La misura è stata emessa su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Milano, con il pubblico ministero Paolo Storari e l’aggiunto a capo della Dda Calogero Piscitello.
L’esecuzione del provvedimento è stata affidata congiuntamente alla Direzione Investigativa Antimafia (Dia) di Milano e al Reparto operativo del Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica, sottolineando la gravità e la complessità delle indagini.
L’amministratore giudiziario che sarà nominato avrà poteri di controllo estesi sull’attività del consorzio per un periodo di un anno. La misura, concepita con una funzione di tutoraggio, ha l'obiettivo primario di rimuovere le criticità organizzative e gestionali riscontrate, rafforzare i meccanismi di controllo interni e, soprattutto, impedire che l'attività del consorzio possa, anche involontariamente, agevolare soggetti economici coinvolti in condotte illecite nel delicato settore ambientale.
Si punta a una completa revisione delle procedure per garantire la massima legalità e trasparenza.
Un Precedente Storico per i Delitti Ambientali
Questo caso assume un rilievo storico, in quanto rappresenta la prima applicazione nel territorio italiano dell’amministrazione giudiziaria prevista dall’articolo 34 del Codice antimafia, fondata specificamente su delitti contro l’ambiente. Tale evoluzione normativa è stata resa possibile dall’entrata in vigore del cosiddetto decreto “Terra dei Fuochi”, che ha esteso la possibilità di adottare questa incisiva misura anche a tali tipologie di reati, segnando un passo importante nella lotta alla criminalità ambientale.
Corepla, con circa 2.500 società consorziate e una collaborazione estesa a 7.534 Comuni, ricopre un ruolo strategico nel sistema nazionale di recupero e riciclo degli imballaggi in plastica.
Il provvedimento si concentra proprio sul ruolo del consorzio nei controlli sulla gestione dei rifiuti plastici e sui centri coinvolti nella filiera, con particolare riferimento alla verifica della capacità imprenditoriale, dell'organizzazione e dell'operatività dei soggetti coinvolti. L'obiettivo è assicurare che il consorzio operi con la massima integrità e efficacia, prevenendo ogni forma di illegalità nel ciclo dei rifiuti.