Una ricerca congiunta, frutto della collaborazione tra l'Università di Trieste e l'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (OGS), ha rivelato una scoperta di notevole rilevanza scientifica: il DNA del plancton può essere efficacemente letto e analizzato anche dopo un lungo periodo di conservazione in formalina. Questo innovativo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Plankton Research, ha preso in esame campioni di mesozooplancton raccolti nel Golfo di Trieste nel 2017 e mantenuti in formalina per circa sette anni.
La notizia di questo importante avanzamento è stata diffusa a Trieste il 16 settembre 2026.
La metodologia applicata nello studio ha previsto l'utilizzo del metabarcoding del DNA su campioni precedentemente fissati in formalina, confrontando i dati ottenuti con quelli derivanti dalla tradizionale identificazione al microscopio. Il mesozooplancton è costituito da piccoli organismi animali marini che rappresentano un anello fondamentale nella rete alimentare degli ecosistemi acquatici. A differenza delle tecniche microscopiche, il metabarcoding si concentra sull'analisi del "codice genetico" complessivo presente nel campione, consentendo di ricostruire in modo efficiente la composizione e la presenza di diverse specie o gruppi di organismi.
Recupero di Informazioni Biologiche da Campioni Conservati
È ampiamente riconosciuto che la formalina, sebbene sia un conservante efficace, tende a danneggiare il DNA, rendendo le successive analisi genetiche complesse. Nonostante questa intrinseca difficoltà, i ricercatori sono riusciti a recuperare una quantità significativa di informazioni biologiche dai campioni di zooplancton esaminati. Il confronto tra i risultati ottenuti con il metodo molecolare e quelli derivanti dall'osservazione diretta al microscopio ha dimostrato che la tecnica del metabarcoding è in grado di riconoscere e identificare una porzione consistente degli organismi presenti all'interno dei campioni analizzati.
Nel dettaglio tecnico, la ricerca ha utilizzato campioni di mesozooplancton provenienti dal Nord Adriatico, conservati per circa sette anni in formalina tamponata al quattro per cento, mantenuti a temperatura ambiente e al buio.
Lo studio ha valutato l'efficacia di tre specifici marcatori di metabarcoding – denominati COI, 18SV4 e 18SV9 – ciascuno con una propria lunghezza dell'amplicone e una diversa risoluzione tassonomica. Il protocollo sviluppato per l'estrazione del DNA ha incluso una fase di lisi alcalina a caldo, una procedura ottimizzata per migliorare il recupero del materiale genetico da campioni fissati in formalina.
Il Potenziale delle Collezioni Storiche per la Biodiversità Marina
I risultati di questo studio rivestono un'importanza cruciale, in particolare per il valore delle collezioni storiche di plancton. Queste raccolte, spesso conservate per anni o decenni in formalina presso istituti di ricerca e musei, possono ora essere considerate non solo come archivi morfologici, ma anche come preziose fonti di dati genetici.
La ricerca suggerisce che tali materiali possono aprire nuove e significative prospettive per lo studio dell'evoluzione della biodiversità marina e per la ricostruzione della presenza passata di specie, offrendo uno strumento innovativo per la comprensione degli ecosistemi acquatici nel tempo.