Il consigliere regionale del Partito Democratico, Maurizio Mangialardi, ha presentato ad Ancona un'interrogazione alla giunta regionale delle Marche. L'iniziativa, datata 2 settembre 2026, mira a ottenere un quadro dettagliato sulla presenza e diffusione del granchio blu lungo il litorale marchigiano. Mangialardi propone inoltre di valutare l'adozione del programma "Octo-Blu" anche nella regione, con l'obiettivo di istituire una strategia coordinata di monitoraggio nell'intero bacino adriatico, coinvolgendo le Regioni interessate.
Nel testo dell'interrogazione, Mangialardi ha richiamato le diverse misure già implementate per contrastare la crescente diffusione del granchio blu (Callinectes sapidus) nel mare Adriatico.
Tra queste iniziative, viene menzionato anche l'utilizzo del polpo Cuvier. Il consigliere evidenzia come questa specie invasiva, introdotta probabilmente attraverso le acque di zavorra delle navi cargo transoceaniche, stia esercitando una notevole pressione sui bivalvi, quali cozze, ostriche e vongole, di cui il crostaceo si nutre voracemente.
La proposta per il monitoraggio e la difesa del settore ittico
L'interrogazione presentata da Mangialardi si concentra sulla necessità di acquisire dalla giunta regionale informazioni precise riguardo all'estensione e all'impatto del granchio blu lungo la costa delle Marche. La proposta chiave contenuta nell'atto è l'estensione del programma "Octo-Blu" alla regione, identificato come uno strumento potenzialmente efficace per un monitoraggio coordinato e sistematico nel bacino adriatico.
L'iniziativa prevede il coinvolgimento attivo di tutte le Regioni che si trovano a fronteggiare la medesima problematica legata alla presenza di questa specie invasiva.
Mangialardi ha sottolineato come la diffusione del granchio blu rappresenti una sfida non solo per le Marche, ma anche per altre regioni costiere come il Veneto e l'Emilia-Romagna. Le conseguenze di tale fenomeno si ripercuotono direttamente sui settori della pesca e dell'acquacoltura, già provati da fattori come il caro carburante e la riduzione degli stock ittici. L'interrogazione fa riferimento anche ad altre azioni intraprese per contenere l'aumento della popolazione del crostaceo nel Mediterraneo, inclusa la pesca mirata del granchio blu stesso.
Le attuali strategie di contenimento e valorizzazione
Tra le strategie finora adottate per gestire la proliferazione del granchio blu, l'interrogazione menziona la sua cattura intensiva. Parallelamente, si è assistito a una crescente presenza di questo crostaceo nelle ricette della cucina italiana, promuovendone il consumo. Sono inoltre emerse nuove attività economiche legate all'inscatolamento e alla commercializzazione del granchio blu, sia sul mercato interno che all'estero. Nonostante queste iniziative, la persistente e diffusa presenza della specie sottolinea la necessità di ulteriori e più incisive contromisure, come quelle proposte attraverso il programma "Octo-Blu" e la valutazione dell'impiego del polpo Cuvier.