Rende, 26 settembre 2026, 14:02. Il Master in Analisi Multirischio e Pianificazione di Protezione Civile del CAMILab dell’Università della Calabria, nell’ambito dei Patti territoriali dell’alta formazione, ha condotto i corsisti sull’Etna per una visita tecnica sullo studio del rischio vulcanico. Dopo una tappa a Ischia, la didattica universitaria sul campo, in un contesto territoriale complesso, con lezioni, seminari e osservazioni dirette.
L’iniziativa mira a mettere i futuri specialisti a contatto con casi concreti, collegando analisi dei fenomeni e strategie di prevenzione.
La visita tecnica sull'Etna è strategica, poiché la salvaguardia dell’ambiente e delle comunità richiede competenze scientifiche specifiche e una lettura integrata dei dati. Il percorso ha coinvolto docenti dell’Università della Calabria, geologi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) e strutture di monitoraggio.
Le attività a Catania e l'Osservatorio Etneo
Le attività sono iniziate a Catania, presso la sede dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. L’introduzione è stata affidata ai docenti Unical Giovanna Capparelli ed Eugenio Nicotra. I corsisti hanno seguito seminari condotti dai geologi dell’INGV Rosa Anna Corsaro, Claudia Corradino e Marco Antonio Aliotta. La classe ha visitato la Sala operativa dell’Osservatorio Etneo, un esempio di ingegneria dei sistemi geoscientifica.
La Sala operativa funziona come un hub di calcolo ad alta disponibilità. L’infrastruttura acquisisce, elabora e interpreta in tempo reale i dati dalle reti di monitoraggio del campo vulcanico ed epicentrale siciliano, esteso tra Etna e isole Eolie. Illustrati modelli e protocolli operativi per il controllo preventivo degli eventi, la valutazione della pericolosità e l’invio delle segnalazioni di alert a Prefettura e Protezione Civile.