L'invaso di Occhito, un bacino idrico strategico situato al confine tra Molise e Puglia, si trova attualmente sotto osservazione a causa della prolungata assenza di piogge e del caldo torrido. Queste condizioni climatiche estreme stanno mettendo a rischio le sue riserve idriche, nonostante una situazione inizialmente più favorevole rispetto all'anno precedente. Il 1° settembre 2026, i dati forniti dal Consorzio per la bonifica della Capitanata di Foggia indicavano una disponibilità di circa 112 milioni di metri cubi d'acqua. Sebbene questo volume sia superiore di quasi 56 milioni di metri cubi rispetto alla stessa data del 2025, l'invaso ha registrato un calo significativo dalla fine di luglio, alimentando le preoccupazioni sulla sua capacità di sostenere il fabbisogno.

Il calo delle riserve idriche

Analizzando il periodo tra il 31 luglio e il 1° settembre 2026, si evidenzia una riduzione consistente della disponibilità d'acqua nell'invaso di Occhito, pari a circa 36 milioni di metri cubi. Questa diminuzione si traduce in una perdita media giornaliera di circa un milione di metri cubi, un dato che sottolinea la rapidità con cui la risorsa si sta esaurendo. Tale trend è direttamente collegato alla persistente mancanza di precipitazioni e alle elevate temperature, fattori che accelerano l'evaporazione e riducono l'afflusso di nuova acqua nel bacino. La situazione impone una vigilanza costante sulla gestione delle risorse idriche.

Un aspetto cruciale nella valutazione della situazione è la soglia del cosiddetto volume morto, fissata dal Consorzio per la bonifica della Capitanata a 40 milioni di metri cubi.

Questo limite rappresenta il livello al di sotto del quale non è più tecnicamente possibile prelevare acqua dall'invaso per l'irrigazione o altri usi. Nonostante la disponibilità rilevata il 1° settembre 2026 sia ancora superiore a questa soglia critica, il ritmo di riduzione osservato dal 31 luglio costituisce un campanello d'allarme. La gestione oculata delle risorse diventa quindi fondamentale per evitare di avvicinarsi a tale limite e garantire l'approvvigionamento idrico per le aree servite.

Un confronto con l'anno precedente

Il quadro attuale dell'invaso di Occhito offre un confronto significativo con la situazione registrata nell'estate del 2025. Alla stessa data dell'anno precedente, la disponibilità idrica era nettamente inferiore, con quasi 56 milioni di metri cubi in meno rispetto ai 112 milioni rilevati il 1° settembre 2026.

Un'ulteriore rilevazione, risalente al 24 agosto 2026, aveva già evidenziato una condizione più favorevole rispetto all'anno precedente: la diga di Occhito sul fiume Fortore, che si estende tra Puglia e Molise, conteneva oltre 120 milioni di metri cubi d'acqua, più del doppio dei 57 milioni registrati nello stesso periodo dell'estate 2025. Questa maggiore capienza iniziale era stata il risultato delle abbondanti piogge record cadute durante la primavera precedente, che avevano permesso un significativo accumulo di risorsa.

Tuttavia, il beneficio derivante dalle precipitazioni primaverili è stato progressivamente eroso dalla scarsità di piogge degli ultimi mesi e dal caldo intenso e prolungato.

L'invaso di Occhito, un elemento chiave per l'approvvigionamento idrico delle regioni limitrofe, rimane dunque al centro di un attento monitoraggio. La sua posizione strategica, a cavallo tra Puglia e Molise, lo rende un indicatore fondamentale della salute idrica del territorio, richiedendo una gestione attenta e lungimirante per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e dai periodi di siccità.