Il sistema Terra si avvicina a un punto di non ritorno, con rischi di effetti irreversibili. L'allarme è stato lanciato a Roma il 22 settembre 2026, con la presentazione del Planetary Health Check 2026. Questo rapporto annuale, frutto del lavoro di oltre 60 ricercatori e guidato dall’Istituto tedesco di Potsdam per la ricerca sull’impatto climatico, rivela un quadro preoccupante: sette dei nove limiti planetari – soglie critiche per la stabilità e la vita sulla Terra – sono stati infranti. Gli indicatori attuali mostrano un distacco significativo dai valori considerati sicuri, evidenziando una crescente pressione sui processi biofisici fondamentali.
I limiti oltre la soglia
I limiti planetari superati hanno raggiunto quota sette nel 2025. L'ultimo inserito in questa lista critica è l'acidificazione degli oceani, che si aggiunge a problematiche già gravi come il cambiamento climatico, il declino della biodiversità e dell'integrità degli ecosistemi, l'eccessivo uso del suolo (attraverso deforestazione e urbanizzazione), l'alterazione del ciclo dell'acqua dolce, la perturbazione del ciclo dei nutrienti e l'introduzione massiccia di sostanze e materiali di origine antropica, inclusa la plastica.
Solo due indicatori mostrano un segnale positivo, con un miglioramento nell'ultimo decennio e rimanendo entro i limiti considerati sicuri: lo spessore dello strato di ozono e la quantità di particelle disperse nell'aria.
Nonostante ciò, il quadro generale delineato dal rapporto evidenzia un peggioramento concentrato sui confini già fuori dallo spazio operativo sicuro, mentre i due parametri stabili confermano la loro compatibilità con la sicurezza del sistema Terra.
Il richiamo dei ricercatori
Boris Sakschewski, responsabile del gruppo che ha guidato il report, ha sintetizzato la valutazione con una frase incisiva: “La diagnosi è inequivocabile”. Sakschewski ha collegato il peggioramento alla crescente pressione sui confini planetari già superati, affermando: “La pressione sta aumentando su ogni confine planetario già al di fuori dello spazio operativo sicuro”, evidenziando l'urgenza di un'azione globale per invertire questa rotta pericolosa.