Cagliari, 3 settembre 2026 – La Sardegna si posiziona al settimo posto a livello nazionale per i reati contro mare e coste, secondo quanto emerge dal rapporto Mare Monstrum 2026 di Legambiente. Nel corso del 2025, nell'isola sono stati accertati ben 1.356 illeciti penali connessi al litorale e all'ambiente marino. A questi si sommano 4.556 illeciti amministrativi rilevati lungo le coste sarde, un dato che colloca la regione al terzo posto in Italia per le sanzioni amministrative in questo specifico ambito.
Il quadro complessivo regionale include fenomeni preoccupanti quali l'inquinamento, l'abusivismo edilizio costiero, la pesca illegale e diverse violazioni delle normative sulla navigazione e sulla nautica da diporto.
Il rapporto dettagliato ha registrato un totale di 61.976 controlli, che hanno portato all'emissione di 4.487 sanzioni amministrative, per un valore complessivo superiore ai 10,2 milioni di euro. Le attività di accertamento condotte nel 2025 lungo il litorale sardo hanno inoltre portato alla denuncia di 1.603 persone, a due arresti e a 131 sequestri.
L'inquinamento, la piaga principale delle coste sarde
L'inquinamento si conferma la problematica più diffusa, guidando la graduatoria regionale con 539 reati accertati. Questa categoria comprende la gestione illegale dei rifiuti, gli scarichi non autorizzati e le persistenti criticità nei sistemi di depurazione, con evidenti ricadute negative sulla qualità ambientale delle coste e delle acque marine.
Per questa specifica tipologia di illecito, la Sardegna si attesta al quinto posto nella classifica nazionale. Nel solo 2025, sono state denunciate 799 persone, sono stati eseguiti 79 sequestri e sono stati contestati 296 illeciti amministrativi, con sanzioni pecuniarie che superano i 9,5 milioni di euro.
Marta Battaglia, presidente di Legambiente Sardegna, ha sottolineato l'importanza dei dati affermando che “la tutela del mare non può essere data ancora per scontata”. Nel suo intervento, ha ribadito la necessità impellente di rafforzare le regole, i controlli e le sanzioni in mare, con un'attenzione particolare rivolta alle aree protette e alla gestione della fruizione turistica delle coste, elementi cruciali per la salvaguardia del patrimonio naturale isolano.
Abusivismo edilizio, pesca illegale e tutela del demanio marittimo
Subito dopo l'inquinamento, il rapporto Mare Monstrum 2026 evidenzia l'abusivismo edilizio costiero come uno dei fenomeni più rilevanti in Sardegna. Nell'isola sono stati accertati 358 reati in questa categoria, un dato che ha fatto salire la regione dall'undicesimo al sesto posto nella graduatoria nazionale. Questo fenomeno riguarda principalmente le costruzioni e le occupazioni abusive collegate alle aree costiere e al demanio marittimo, compromettendo l'integrità del paesaggio e l'accesso pubblico.
La pesca illegale rappresenta un altro aspetto critico tra quelli rilevati, come indicato dal rapporto. A queste problematiche si aggiungono le violazioni del Codice della navigazione e della nautica da diporto, che completano il quadro delle sfide per la tutela del litorale sardo.
L'insieme di questi illeciti sottolinea la necessità di un impegno costante e coordinato per la salvaguardia delle risorse naturali e la promozione di uno sviluppo sostenibile per le coste dell'isola.