In occasione della 7ª Giornata Internazionale della consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari, che si celebra il 29 settembre, l'attenzione si concentra sui dati allarmanti dello spreco di cibo. In Italia, ogni cittadino getta in media 98 chili di alimenti all’anno, un dato inferiore alla media europea di 130 chili pro capite. Tuttavia, il 53% dello spreco alimentare avviene direttamente nelle abitazioni dei cittadini, evidenziando una problematica diffusa.
La ricorrenza, istituita dalle Nazioni Unite nel dicembre 2019, è un monito per la Fondazione Banco Alimentare Marche ETS a sottolineare l'urgenza di recuperare le eccedenze lungo tutta la filiera e di riportare il giusto valore al cibo.
Roberto Del Baldo, presidente della Fondazione Banco Alimentare Marche ETS, evidenzia una contraddizione profonda che affligge anche il territorio marchigiano. In un contesto di inflazione e carovita, con un aumento delle fragilità sociali, il tema dello spreco si lega indissolubilmente alla situazione di famiglie con minori, anziani soli e lavoratori poveri, le categorie più colpite.
Il ruolo del Banco Alimentare e la giustizia sociale
Il recupero delle eccedenze alimentari lungo la filiera non è un mero esercizio logistico, ma un vero e proprio atto di giustizia sociale. Del Baldo pone l'accento sulla dimensione culturale dello spreco, ricordando che oltre la metà degli alimenti sprecati si perde tra le mura domestiche.
In questo scenario, restituire valore al cibo diventa un dovere sociale e ambientale, che va oltre il semplice prezzo di acquisto e si radica nel suo intrinseco valore umano ed etico.
La rete nazionale del Banco Alimentare, composta da 21 sedi regionali, ha dimostrato un impegno concreto: nell’ultimo anno sono state recuperate 46,8 mila tonnellate di alimenti. Questa vasta operazione ha permesso di assistere oltre 1.700.000 persone, grazie al supporto di circa 7.600 Organizzazioni Partner Territoriali. Per affrontare la sfida dello spreco, Del Baldo ribadisce la necessità di una solida alleanza tra istituzioni, aziende agroalimentari, grande distribuzione e cittadini, sintetizzando il concetto con l'affermazione: "Nessuno può vincere da solo la sfida allo spreco."
Impegno e risultati del recupero alimentare sul territorio
L'importanza della Giornata internazionale si riflette anche nell'azione di altre realtà territoriali del Banco Alimentare.
In Piemonte, ad esempio, il Banco Alimentare regionale opera quotidianamente contro lo spreco alimentare, collaborando con 560 Organizzazioni Partner Territoriali. Questo impegno sostiene oltre 111.000 persone in difficoltà, incluse famiglie con minori e lavoratori poveri, fornendo un aiuto concreto.
Nel corso del 2025, il Banco Alimentare del Piemonte ha raccolto e ridistribuito un totale di 9.664 tonnellate di alimenti. Di queste, ben 5.339 tonnellate, pari a circa il 55,3% del totale, sono state recuperate direttamente dallo spreco. Questa attività genera un triplice valore: sociale, ambientale ed economico. Il recupero ha evitato la produzione di rifiuti e la necessità di nuove produzioni equivalenti, con un saldo ambientale positivo stimato in 7.444 tonnellate di CO2 non emesse. La prevenzione dello spreco significa salvare cibo prezioso, offrire sostegno a chi ne ha bisogno e ridurre significativamente l'impatto ambientale.