L'Università Ca' Foscari Venezia, tramite il Dipartimento di scienze ambientali, informatica e statistica (DAIS), ha espresso il 28 settembre 2026 una netta critica e preoccupazione. La contestazione riguarda alcune pagine del volume "Cambiamenti climatici: scenari, sfide, soluzioni", in particolare per la sua diffusione nelle scuole secondarie di secondo grado del Bellunese. Le obiezioni si concentrano sull'attribuzione del riscaldamento globale attuale a cause non antropiche, un'interpretazione in evidente contrasto con le evidenze scientifiche consolidate e il consenso della comunità scientifica.

Il contributo è firmato da Giorgio Giacchetti, presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto.

Questa presa di posizione si lega alla lettera aperta già inviata al Comune di Belluno e alla Regione del Veneto da Carlo Barbante. Il professor Barbante, ordinario al DAIS, accademico dei Lincei e stimato studioso del clima, noto per le sue ricerche sulle carote di ghiaccio, aveva già evidenziato le problematiche connesse a tali contenuti.

Richiamo all'accuratezza scientifica

Il Dipartimento ha rivolto un forte richiamo a istituzioni e soggetti coinvolti nella produzione e diffusione di materiali didattici. Viene sottolineata la responsabilità di verificarne l'accuratezza scientifica e di promuovere il confronto con esperti del settore.

Questo è cruciale per i materiali presentati agli studenti come strumenti di approfondimento su temi scientifici, specialmente per un volume sui cambiamenti climatici.

L'obiettivo principale del DAIS è contrastare le tesi che negano il consenso scientifico sull'origine antropica del cambiamento climatico e combattere la disinformazione climatica. La nota del Dipartimento sottolinea come l'accuratezza dei contenuti sia essenziale per la qualità dell'istruzione, la valorizzazione della ricerca e la possibilità per le nuove generazioni di partecipare consapevolmente alle scelte che definiranno il loro futuro.

La controversia a Belluno

La polemica sul volume è emersa a Belluno dopo la sua distribuzione agli studenti degli istituti superiori, in particolare alle classi quarte e quinte. La diffusione di un opuscolo con interpretazioni scientificamente contestate ha generato un acceso dibattito e ha messo in luce le preoccupazioni del mondo accademico.