Il futuro dell'umanità è sotterraneo, secondo lo scienziato francese Alain Gachet, intervenuto a Pordenonelegge nell’incontro "Dalle falde sotterranee alla diplomazia internazionale". L'evento ha evidenziato il ruolo cruciale delle acque sotterranee e l'importanza della cooperazione idrica. L'appuntamento, svoltosi venerdì 18 settembre a Pordenone presso la sede di Confindustria Alto Adriatico, ha visto la partecipazione di Henri Okemba, ambasciatore della Repubblica del Congo in Italia, e Virgile Akiapo N’Cho, ministro consigliere dell’ambasciata della Costa d’Avorio, sottolineando la dimensione internazionale del dibattito.

Gachet ha collegato la tutela delle falde acquifere alla gestione delle risorse idriche superficiali. Nel suo intervento, ha indicato la necessità di proteggere le zone di ricarica delle falde e di regolarne lo sfruttamento. Il suo ragionamento si è concentrato sull'equilibrio tra fiumi, acque di superficie e riserve sotterranee. "Dobbiamo aiutare i fiumi: se non vengono studiati e rispettati, perdiamo una risorsa gigantesca", ha affermato Gachet, sottolineando come la gestione e il monitoraggio dell'acqua in superficie siano condizioni essenziali per salvaguardare le risorse idriche nel sottosuolo.

Dalla ricerca petrolifera alla tecnologia WATEX

Lo scienziato ha trasferito competenze maturate in una lunga esperienza nella ricerca petrolifera allo studio delle acque sotterranee.

Da questo percorso è nata la tecnologia WATEX, sviluppata da Gachet per individuare le aree dove scavare alla ricerca di risorse idriche nel sottosuolo. Il sistema combina dati satellitari e analisi del terreno; tra i dati utilizzati figurano anche quelli della NASA, a testimonianza dell'alto livello tecnologico impiegato.

L'incontro ha presentato l'uso delle acque sotterranee profonde come elemento chiave per risolvere le crisi idriche globali e promuovere la diplomazia internazionale. Nel quadro del festival, sono stati richiamati il Piano Mattei e i dispositivi della Fondazione Gachet, con riferimento all’individuazione di giacimenti acquiferi in zone desertiche o segnate da conflitti. La cooperazione idrica è stata inserita nel confronto come alternativa ai conflitti civili legati alla scarsità d'acqua.

Il caso del Turkana e i progetti della Fondazione Gachet

Tra gli esempi citati da Gachet figura il caso del Turkana, in Kenya, dove le sue ricerche hanno portato all'individuazione di importanti giacimenti d'acqua sotterranei in un'area colpita da siccità e conflitti legati all'acqua. La Fondazione Gachet è impegnata in progetti per l'accesso all'acqua in aree dove questa risorsa è scarsa o assente, contribuendo a migliorare le condizioni di vita e a prevenire potenziali tensioni. L'impegno della Fondazione si inserisce in un quadro più ampio di sostenibilità e sviluppo, dimostrando come l'innovazione scientifica possa tradursi in un impatto positivo e duraturo per le comunità più vulnerabili del pianeta.