È stata confermata la presenza di Xylella fastidiosa, sottospecie multiplex, su un mandorlo in contrada Ciccolocane, nell’agro di Matera, al confine con Altamura (Bari). La Regione Basilicata, tramite l’assessore regionale alle Politiche Agricole Carmine Cicala, ha comunicato la notizia il 5 settembre 2026. La pianta è in una zona cuscinetto già sotto sorveglianza fitosanitaria.
La positività è emersa dal monitoraggio dell’Ufficio Fitosanitario regionale, attivo dal 2013 e rafforzato dal 2024 nelle aree di confine con la Puglia, dopo ritrovamenti della sottospecie multiplex.
Le analisi Alsia Metapontum Agrobios sono state confermate dal Crea Difesa e Certificazione di Roma.
Il ritrovamento nel Materano e le misure immediate
Il mandorlo positivo è stato individuato in contrada Ciccolocane, nell’agro di Matera, vicino ad Altamura. La sottospecie è la multiplex, distinta dalla pauca, associata al disseccamento rapido degli olivi in Puglia. Questa distinzione è cruciale per inquadrare il batterio e guidare le azioni.
L’assessore Cicala ha discusso con Patrizia Minardi, dirigente dell’Ufficio Fitosanitario, a Matera. L’Ufficio proseguirà i campionamenti e applicherà le misure, inclusa la rimozione della pianta infetta. Cicala ha chiesto di “rafforzare i controlli” e di accompagnare gli interventi con informazioni per agricoltori e cittadini.
Le azioni di prevenzione in Puglia
Il rilevamento della Xylella nel Materano si inserisce in un contesto di attenzione già presente in Puglia. Dal 12 febbraio 2026, è in corso l’estirpazione obbligatoria dei mandorli marginali o abbandonati entro 400 metri dalle aree delimitate per Xylella fastidiosa sottospecie fastidiosa. L’intervento, affidato ad ARIF, mira a ridurre i serbatoi d’infezione e a proteggere colture strategiche (vite, olivo, uva da tavola). Il mandorlo è specie suscettibile e spesso infetta, con interventi concentrati a Triggiano, Bari, Capurso e Noicattaro. L’assessore pugliese Francesco Paolicelli ha sottolineato l’importanza della rimozione tempestiva dei focolai per tutelare produttori e competitività agricola. I mandorleti produttivi entro i 400 metri sono sottoposti a monitoraggio specifico.