Contrastare gli effetti del cambiamento climatico attraverso scelte alimentari più consapevoli e sostenibili: è questo il messaggio centrale lanciato a Pescara da Piero Di Carlo, professore ordinario di fisica dell’atmosfera e climatologia presso l’Università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara. L’appello è stato formulato in occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione, un evento significativo celebrato presso l'istituto alberghiero “De Cecco” in collaborazione con la FAO, che ha visto la partecipazione attiva e l'entusiasmo degli studenti del “De Cecco” e del liceo “Marconi”.
L’iniziativa, incentrata sul tema “Innovare oggi per nutrire il domani”, ha evidenziato con chiarezza come le decisioni quotidiane legate al cibo siano strettamente connesse alla complessa sfida climatica globale. Di Carlo ha sottolineato l'urgenza di adottare un modello di consumo orientato alla filiera corta, alla stagionalità dei prodotti e a un acquisto misurato, lontano da ogni forma di spreco. “Il cambiamento climatico è una realtà con la quale dobbiamo imparare a fare i conti, ma che dobbiamo anche gestire adottando uno stile di vita adeguato, a partire dall'alimentazione”, ha affermato il climatologo, sintetizzando le priorità in due indicazioni fondamentali: “comprare locale, il famoso Km0, e comprare il giusto, non sprecare”.
Questo approccio promuove un consumo più responsabile e rispettoso dell'ambiente e delle risorse.
L'impatto del riscaldamento globale sull'agricoltura abruzzese
Nel corso del suo intervento, il professor Di Carlo ha evidenziato la particolare vulnerabilità dell'Abruzzo agli effetti del riscaldamento globale. La sua posizione geografica strategica al centro del Mediterraneo rende la regione intrinsecamente esposta a fenomeni climatici intensi e a mutamenti significativi del regime termico e idrico. L'aumento progressivo delle temperature medie, infatti, sta provocando un'anticipazione delle delicate fasi di fioritura e maturazione dei prodotti agricoli, con ripercussioni dirette e potenzialmente gravi su colture di importanza strategica per l'economia locale, come la vite e l'olivo.
Esempi concreti di questa tendenza sono già ben visibili sul territorio: la vendemmia del Montepulciano, un tempo successiva, ora precede quella del Trebbiano, alterando i calendari agricoli tradizionali. Le olive, che per decenni sono state raccolte tra novembre e dicembre, raggiungono la maturazione già a settembre, un cambiamento notevole rispetto a quanto accadeva solo una decina di anni fa. Il climatologo ha inoltre richiamato l'attenzione sulla natura delle precipitazioni, descritte come sempre più concentrate in pochi giorni e legate a fenomeni intensi che causano danni significativi alle colture e all'infrastruttura agricola. Questo scenario, se non mitigato da interventi adeguati e da un cambio di paradigma nelle pratiche agricole, potrebbe portare a un preoccupante spostamento della produzione vinicola verso le regioni del Nord Europa.
Da qui l'importanza cruciale di valorizzare le produzioni autoctone, la stagionalità e la biodiversità, quali pilastri fondamentali per scelte alimentari e agricole resilienti e sostenibili.
Diritto al cibo e recupero delle eccedenze alimentari
L'incontro ha offerto anche l'opportunità di approfondire temi cruciali e di grande attualità come il diritto al cibo per tutti e le persistenti disuguaglianze alimentari che affliggono sia il contesto globale che quello locale. La discussione ha toccato l'importanza vitale dell'educazione alimentare e le strategie concrete per il recupero delle eccedenze, con l'obiettivo primario di ridurre drasticamente gli sprechi alimentari e garantire un accesso più equo e sostenibile alle risorse nutritive.
La partecipazione attiva di rappresentanti scolastici e istituzionali ha arricchito il dibattito, evidenziando l'impegno congiunto e la necessità di una collaborazione sinergica per affrontare queste sfide complesse e urgenti.