La stagione frutticola nel Medio Campidano, in particolare tra Villacidro e Serramanna, si chiude con un bilancio drammatico, definito "tragico" da Confagricoltura Cagliari. L'attenzione è puntata sul sensibile calo della produzione delle pesche e sulla crescente preoccupazione per il destino degli agrumi. Il quadro allarmante è stato delineato il 3 ottobre 2026 a Villacidro, dove l'organizzazione agricola ha raccolto dati e testimonianze dirette dagli agricoltori di uno dei distretti frutticoli più vitali della Sardegna. Mentre la raccolta delle pesche si è appena conclusa, l'imminente stagione agrumicola si apre sotto i peggiori auspici.
Le ondate di calore che hanno flagellato la scorsa estate sono identificate come la causa principale di questa crisi, avendo colpito piante e frutti per intere settimane. Questa situazione si inserisce in un contesto già precario, caratterizzato negli anni precedenti da stagioni anomale, con temperature costantemente al di sopra della media stagionale e piogge intense concentrate in brevi periodi. Tali condizioni estive estreme hanno avuto un impatto devastante, compromettendo sia la quantità dei raccolti sia lo stato di salute generale delle coltivazioni.
I numeri di una produzione in sofferenza
La cooperativa Agricoltori villacidresi, che riunisce circa 80 soci e rappresenta la quasi totalità della produzione non hobbistica dell'area, ha registrato un drastico ridimensionamento.
Nel 2024, la produzione di agrumi aveva raggiunto quasi 35.000 quintali, affiancata da 3.159 quintali di pesche. L'anno successivo, il 2025, ha visto un calo a 32.000 quintali per gli agrumi e un leggero aumento a 3.600 quintali per le pesche. Tuttavia, il 2026 segna una vera e propria flessione critica: le pesche raccolte si attestano intorno ai 2.000 quintali, con una diminuzione del 40% rispetto all'anno precedente.
Anche per gli agrumi, le previsioni sono tutt'altro che rosee. Considerando la produzione dell'inverno passato e le stime fino a dicembre 2026, si prevede un raccolto di circa 23.000 quintali, indicando un calo prossimo al 30%. Nel cuore del Medio Campidano, i due Comuni interessati vedono superfici coltivate da agricoltori professionisti che non superano i 300 ettari per gli agrumi e superano di poco i 70 ettari per i pescheti.
Questo ridimensionamento produttivo colpisce quindi colture storicamente radicate e di grande importanza economica in un'area agricola specifica e fortemente concentrata tra Villacidro e Serramanna.
Caldo, acari e l'impatto sulla qualità dei frutti
Confagricoltura Cagliari evidenzia come il deterioramento delle condizioni delle piante sia direttamente collegato all'intensità del caldo estivo e agli attacchi sempre più aggressivi degli acari. Da giugno fino a oggi, gli alberi hanno subito un prolungato stress a causa delle alte temperature e della massiccia presenza del ragno rosso. Questo parassita ha provocato un significativo stress vegetativo e una conseguente riduzione della produzione. L'azione del ragno rosso, infatti, causa una severa defogliazione, che a sua volta comporta una drastica riduzione della fioritura e, di conseguenza, della produzione nell'annata successiva, innescando un ciclo negativo per le colture.