Un delfino maschio adulto è stato rinvenuto senza vita sul litorale nord di Pescara, poco distante dal molo del portocanale. Il ritrovamento è avvenuto nel pomeriggio precedente alla comunicazione diffusa il 16 ottobre 2026. Alcuni cittadini, mentre passeggiavano sulla battigia, hanno segnalato la presenza dell’animale al numero di emergenza 1530.

A seguito delle segnalazioni, si è attivata prontamente la Guardia Costiera, che ha richiesto l'intervento degli esperti del Centro Studi Cetacei, un'organizzazione con sede nel capoluogo adriatico e specializzata nella tutela della fauna marina.

Gli accertamenti eseguiti sull’esemplare hanno rivelato che si trattava di un individuo di notevoli dimensioni, lungo circa 340 centimetri.

Purtroppo, l’avanzato stato di decomposizione del cetaceo ha reso impossibile l'esecuzione della necroscopia, impedendo così di formulare ipotesi concrete sulle cause del decesso. Gli esperti del settore ritengono che il delfino sia morto in mare aperto o altrove, e che sia stato successivamente trasportato sulla spiaggia dalle correnti marine.

Il sopralluogo e la raccolta dei dati biologici

Dopo aver ricevuto le segnalazioni, il Centro Studi Cetacei ha immediatamente attivato la propria rete regionale, procedendo con un accurato sopralluogo sul luogo del ritrovamento.

Durante l'intervento, sono stati raccolti tutti i dati biologici disponibili sull'esemplare.

Le informazioni rilevate sono state poi inserite e caricate nel database Geocetus, una piattaforma fondamentale per il monitoraggio. Questo database è specificamente dedicato alla registrazione degli spiaggiamenti e degli interventi effettuati su cetacei e tartarughe marine lungo le coste italiane, contribuendo a una visione d'insieme sulla salute degli ecosistemi marini nazionali.

Nonostante l'impossibilità di stabilire la causa esatta della morte per questo specifico caso, a causa delle condizioni di conservazione dell’animale, gli esperti sottolineano che in fenomeni analoghi una delle cause più frequenti è l'impigliamento nelle reti da pesca.

I delfini, attratti dalla presenza di pesci, possono rimanere intrappolati e morire per annegamento. È importante ribadire che questa è un'indicazione generale per episodi simili e non una conclusione specifica per il delfino rinvenuto a Pescara, per il quale non è stato possibile eseguire gli esami diagnostici necessari.

Rimozione della carcassa e il ruolo di Geocetus

Nella mattinata del 16 ottobre 2026, la carcassa del delfino era ancora presente sulla spiaggia. Le operazioni di rimozione e smaltimento dell'animale sono di competenza della ditta convenzionata con il Comune. Il Centro Studi Cetacei ha fornito questa informazione operativa a seguito del proprio intervento sul posto e dopo aver completato la raccolta dei dati biologici essenziali.

Geocetus, come accennato, è un progetto volontario di grande importanza, nato nel 2012 e ideato proprio dal Centro Studi Cetacei. La sua missione è creare e mantenere una banca dati georeferenziata completa, che registri tutti gli spiaggiamenti e gli interventi su cetacei e tartarughe marine lungo tutte le coste nazionali, fornendo uno strumento prezioso per la ricerca e la conservazione.