Il mistero dei granuli bianchi avvistati nelle scorse settimane su diverse spiagge della costa toscana è stato risolto: si tratta di lenticchie d'acqua, piccole piante acquatiche tipiche degli ambienti di acqua dolce. L'identificazione ha riguardato in particolare i ritrovamenti segnalati tra Rimigliano e Baratti, nel Golfo di Baratti, nel Golfo di Follonica e all'Isola d'Elba. Il fenomeno è stato attribuito alle condizioni meteoclimatiche eccezionali dell'estate, caratterizzate da temperature più elevate sia nelle acque dolci che marine. L'origine probabile di questi ammassi è il trasporto verso sud dalle correnti marine, a partire dalla foce dell'Arno.

La particolare colorazione bianca dei granuli è direttamente collegata allo stato del materiale: le lenticchie d'acqua, ormai decomposte e prive di clorofilla, hanno assunto questa tonalità. Le analisi chimiche approfondite, le osservazioni al microscopio e una relazione tecnica dettagliata redatta dai botanici dell'Università di Siena hanno confermato l'identificazione, indicando esemplari di lenticchie d'acqua, soprattutto appartenenti alla specie Lemna gibba.

Le aree costiere interessate dal fenomeno

I ritrovamenti hanno interessato un'ampia porzione della costa centro-meridionale della Toscana e dell'Arcipelago toscano. I primi accertamenti avevano già riguardato il materiale spiaggiato lungo il litorale tra Rimigliano e Baratti, nel Golfo di Baratti, nel Golfo di Follonica e a Rio Marina, sull'Isola d'Elba.

In quella fase iniziale, le analisi avevano già escluso che il materiale fosse costituito da residui plastici, orientando le indagini verso una natura biologica e una composizione collegata a sostanze di origine vegetale.

Il quadro complessivo, ricostruito dagli approfondimenti scientifici, collega i granuli bianchi alla presenza massiccia di lenticchie d'acqua nei corsi d'acqua dolce, in particolare nell'Arno, e al loro successivo arrivo in mare. Le correnti marine avrebbero quindi giocato un ruolo cruciale, spostando il materiale dalla foce del fiume verso sud, fino alle diverse spiagge dove gli ammassi sono stati osservati. La perdita dei pigmenti clorofilliani durante il processo di decomposizione spiega in modo definitivo l'aspetto chiaro e quasi etereo dei residui giunti sul litorale.

I dettagli emersi dalle analisi scientifiche

Le osservazioni condotte al microscopio sui campioni hanno rivelato la presenza di tessuti vegetali e una significativa componente polisaccaridica. Già nei primi accertamenti era stata indicata la presenza di alginato di sodio, una sostanza di origine biologica, un elemento che ha ulteriormente permesso di distinguere il materiale dai frammenti plastici. Gli approfondimenti successivi hanno consolidato queste evidenze, fornendo una chiara identificazione della natura dei granuli.