Le emissioni globali di gas serra hanno mantenuto livelli record nel 2025, secondo quanto rivelato dal rapporto sul clima delle Nazioni Unite, presentato a Parigi il 21 ottobre 2026. Il documento lancia un severo avvertimento: la Terra è destinata a un riscaldamento di 2,6°C entro la fine del secolo, anche se i governi dovessero rispettare tutti i più recenti impegni climatici assunti.

Il segretario generale António Guterres ha sottolineato la profonda discrepanza tra i piani nazionali e gli obiettivi climatici globali. Durante la presentazione del rapporto annuale sul divario tra emissioni e obiettivi, Guterres ha dichiarato che il mondo è “pericolosamente lontano dall'obiettivo” e che “non può più evitare di superare il limite di 1,5°C”, il traguardo più ambizioso stabilito dall’Accordo di Parigi del 2015.

Le proiezioni del rapporto sul clima

Gli impegni globali volti a contenere il riscaldamento climatico si rivelano insufficienti rispetto alle traiettorie delineate dal rapporto. Anche con la piena attuazione degli impegni di riduzione delle emissioni di gas serra, le temperature globali raggiungerebbero i 2,6°C al di sopra dei livelli preindustriali entro la fine del secolo.

Le attuali proiezioni mostrano un peggioramento rispetto a quelle dell’anno precedente, che indicavano un riscaldamento compreso tra 2,3°C e 2,5°C. Questo deterioramento è attribuito, tra gli altri fattori, al ritiro degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi e alla revisione delle stime sulle emissioni storiche. Considerando unicamente le politiche attuali, senza ulteriori miglioramenti, il riscaldamento globale potrebbe toccare i 2,8°C entro il 2100.

Tra i sei maggiori emettitori mondiali, i dati preliminari per il 2025 evidenziano un aumento delle emissioni negli Stati Uniti, in Indonesia e in Cina. Nello stesso gruppo, si registra una diminuzione delle emissioni in India, Russia e nell'Unione Europea. Il rapporto imputa la perdita della possibilità di mantenere il riscaldamento al di sotto di 1,5°C a decenni di azione climatica insufficiente, in particolare da parte dei Paesi ricchi del G20, responsabili di circa tre quarti delle emissioni totali.

La strada per il rientro a 1,5°C

Il rapporto illustra anche uno scenario più favorevole, che prevede un picco del riscaldamento globale tra 1,7°C e 1,8°C, seguito da un successivo ritorno a 1,5°C o al di sotto di tale soglia entro il 2100. In