L'estate del 2026 in Sardegna è stata caratterizzata da temperature superiori alla media e da una significativa riduzione della presenza del maestrale, il vento dominante sull'isola. Un'analisi preliminare condotta dal Dipartimento meteoclimatico dell’Arpas, presentata a Cagliari il 14 ottobre 2026, ha evidenziato come il periodo tra giugno e settembre sia stato segnato da un numero esiguo di "maestralate" e da episodi di vento da nord-ovest di intensità e durata inferiori rispetto alla norma. Questa scarsità del vento dominante ha contribuito a un'estate particolarmente calda e ha posticipato l'avvio dell'autunno, che si presenta ancora lontano dai caratteri tipici della stagione delle piogge.

L'Arpas ha riassunto questa tendenza con l'espressione "il vento dominante ha scarseggiato", sottolineando non solo la minore frequenza degli episodi, ma anche la loro ridotta capacità di influenzare le condizioni climatiche percepite durante i mesi più caldi. La diminuzione del maestrale ha limitato il naturale refrigerio, mantenendo le temperature su valori elevati. Secondo il meteorologo Pier Luigi Trudu, questa anomalia è da ricondurre alla persistenza di un'alta pressione sul Mediterraneo sin dal mese di giugno, una condizione che ha efficacemente ostacolato l'ingresso delle usuali perturbazioni atlantiche.

Il ruolo cruciale del maestrale e le anomalie di inizio anno

Il maestrale, che soffia da nord-ovest, è il vento prevalente per la Sardegna.

Lo studio preliminare dell'Arpas ha rimarcato lo stretto legame tra il territorio, la vegetazione e questo vento dominante, evidenziando come l'isola si sia storicamente adattata in modo specifico alla ventilazione proveniente da nord-ovest. Di conseguenza, gli episodi di vento da sud-est, associati allo scirocco, assumono una rilevanza differente per l'ecosistema e le infrastrutture locali. Già nei mesi di gennaio e febbraio del 2026, l'isola aveva sperimentato eventi di ventilazione molto marcati, spesso legati proprio allo scirocco, che avevano causato intense mareggiate.

Nel contesto delineato dall'Arpas, lo scirocco non è il vento prevalente sull'isola e la sua azione può rivelarsi più dannosa per un territorio che è strutturalmente e naturalmente abituato al maestrale.

Questa differenza è tale che le soglie di allerta meteo in Sardegna sono impostate su valori più bassi per il vento da sud-est rispetto a quelle relative al vento da nord-ovest. Il confronto tra i forti episodi invernali di scirocco e la successiva scarsità di maestrale durante l'estate del 2026 inserisce l'intera annata in un quadro di anomalia climatica, caratterizzato da una ventilazione discontinua sia per direzione che per intensità e durata.

Autunno in ritardo: l'attesa per la stagione delle piogge

La tendenza anomala del 2026 si estende anche all'autunno. L'avvio di questa stagione, che tradizionalmente porta con sé le prime piogge significative, si è mostrato in ritardo rispetto alla norma.

La Sardegna attende ancora l'arrivo della vera e propria stagione delle piogge, i cui caratteri tipici sono stati posticipati. Questo prolungamento delle condizioni estive, con un autunno che fatica a manifestarsi pienamente, completa il quadro di un anno meteorologico eccezionale per l'isola, segnato da squilibri nella ventilazione e nelle temperature.