L'assessora regionale all'Agricoltura, Foreste e Turismo, Simona Meloni, ha espresso una ferma contestazione a Spello riguardo ai nuovi criteri per la classificazione dei Comuni montani. L'occasione è stata il convegno intitolato “Il bosco come risorsa. Idee per una piena valorizzazione del patrimonio forestale umbro”, organizzato sabato 10 ottobre 2026 da Socialismo XXI Umbria presso la sede di Umbraflor. L'evento ha posto al centro del dibattito la valorizzazione del ricco patrimonio forestale umbro e ha riacceso la discussione sulla classificazione dei territori montani della regione.

I nuovi criteri, introdotti dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, hanno portato a una significativa riduzione del numero di Comuni umbri riconosciuti come montani: si è passati da 91 a soli 57. Questa decisione implica che ben 34 territori perdono la loro precedente classificazione, con la disciplina in vigore dal 22 luglio. Meloni ha definito tale scelta "penalizzante per l'Appennino", criticando un'impostazione che si basa esclusivamente su altitudine e pendenza, trascurando aspetti fondamentali come le fragilità territoriali, la carenza di servizi e il fenomeno dello spopolamento che affliggono queste aree.

Le prospettive emerse dal dibattito

Durante il convegno sono state avanzate diverse proposte concrete per il futuro del settore.

Tra queste, l'introduzione dell'educazione forestale nelle scuole, lo sviluppo di una filiera energetica del legno umbro e l'incremento della forestazione urbana per mitigare l'aumento delle temperature estive nelle città. È stata inoltre sottolineata l'importanza di un coordinamento regionale più efficace tra istituzioni, proprietari terrieri e imprese del settore. Il dibattito ha anche integrato il principio di One Health, evidenziando la stretta correlazione tra salute umana, salute animale ed equilibrio degli ecosistemi. In quest'ottica, la gestione sostenibile del territorio, la qualità dell'aria e il contenimento del caldo urbano sono stati riconosciuti come elementi cruciali per la prevenzione sanitaria.

L'assessora Meloni ha poi evidenziato le molteplici opportunità economiche che i boschi possono offrire. Queste spaziano dal turismo naturalistico ed esperienziale allo sviluppo di attività nelle aree interne, dalla valorizzazione dei prodotti del sottobosco, come il pregiato tartufo umbro, fino alla creazione di occupazione nelle filiere forestali. Per il tartufo, in particolare, è stato ribadito come provenienza, certificazione e commercializzazione siano fattori determinanti per riconoscere il giusto valore al territorio e ai suoi prodotti d'eccellenza.

Il potenziale del patrimonio forestale umbro

Walter Trivellizzi, segretario regionale di Socialismo XXI, ha aperto il suo intervento richiamando l'ampia dotazione forestale dell'Umbria, che si estende per circa 400mila ettari di bosco, rappresentando oltre il 47% del territorio regionale, secondo i dati ufficiali citati nella relazione introduttiva. La proposta comprende un’int