L’Università di Udine ha ospitato, il 1° ottobre 2026, un convegno scientifico internazionale sulla nutrizione delle piante. L'evento, organizzato dalla Scuola Superiore “di Toppo Wassermann” e dal Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali, ha affrontato la produzione di cibo sufficiente, la riduzione dei costi agricoli, l’uso dei fertilizzanti e l’impatto ambientale. Roberto Pinton, ex rettore dell’ateneo friulano e professore ordinario di Chimica agraria, ha collegato questi obiettivi allo studio dei processi di assorbimento e utilizzo di risorse e nutrienti.

Il professor Pinton ha indicato nella ricerca sul sistema suolo-pianta-microrganismi un ambito decisivo per aumentare l’efficienza delle colture. Il suo richiamo si è focalizzato sul microbioma della rizosfera, l’insieme dei microrganismi che interagiscono con le radici. “Possiamo risparmiare, ridurre l’uso di fertilizzanti che hanno un costo economico e anche un impatto ambientale”, ha spiegato il docente. Il convegno ha evidenziato l'importanza di collegare tecniche molecolari e bioinformatica allo studio delle interazioni tra pianta, radice e microrganismi, al fine di individuare combinazioni utili e soluzioni innovative sul piano agronomico.

Il convegno internazionale: temi e omaggio a Roberto Pinton

L’appuntamento scientifico si è tenuto nella sala convegni della Fondazione Friuli, a Palazzo Antonini Stringher in via Gemona 1, con inizio alle ore 10. L’incontro, intitolato “At the root of knowledge: thoughts on plant nutrition, soil, roots, and a life in research”, è stato organizzato in occasione dell’entrata in quiescenza di Roberto Pinton, un omaggio alla sua carriera. La giornata ha approfondito temi cruciali quali le interazioni tra suolo, radici e microrganismi, la nutrizione minerale delle piante, gli stress ambientali e le prospettive della chimica agraria.

Tra i relatori figurano Zeno Varanini dell’Università di Verona, Ismail Cakmak della Sabanci University, Paolo Nannipieri dell’Università di Firenze, Paola Bonfante dell’Università di Torino e José María García-Mina dell’Università di Navarra.

Il programma ha incluso una sessione pomeridiana dedicata alle nuove tecnologie e alle soluzioni innovative per la chimica agraria, con interventi di docenti ed esperti del settore che hanno presentato le più recenti scoperte e applicazioni pratiche.