La testimonianza di un pilota Alitalia, che è stato sentito dai pm di Roma, riapre nuovi scenari sulla strage di Ustica: era il 27 giugno del 1980 ore 20:59 quando il DC-9 dell'Itavia precipita nelle acque di Ustica provocando 81 morti (4 membri dell'equipaggio e 77 passeggeri, tra cui 11 bambini).
Tra le varie ipotesi quella di un missile sparato da un aereo militare che accidentalmente avrebbe colpito l'aereo causando la strage oltre quella di una collisione con un aereo militare oppure la strana ipotesi di una bomba a bordo.
La Cassazione condanna i ministeri dell'Interno e dei Trasporti a risarcire i familiari delle vittime riconoscendo la tesi del missile (aria-aria).
Ora spunta un nuovo testimone: un pilota dell'Alitalia è stato sentito dai pm di Roma in quanto, il giorno della strage (ma anche i giorni precedenti), avrebbe visto delle imbarcazioni portaerei dopo pochi minuti dal decollo dall'aeroporto di Palermo.
L'ex comandante ebbe dei trascorsi nell'aeronautica militare e sapeva riconoscere le cosiddette "ombre" degli aerei e quell'addensamento di navi gli parve davvero strano.
I sospetti sembrerebbero quindi suggerire che non si trattasse di nessuna esercitazione militare in corso ma di un'azione premeditata per colpire qualcuno che doveva volare su quella rotta (come dichiarato dall'allora presidente del consiglio Francesco Cossiga sostenendo che il missile era a risonanza e non a impatto e fu lanciato da un velivolo dell'Aèronavale decollato dalla portaerei Clemenceau in forza alla marina francese).
Depistaggi, strani decessi, lunghi silenzi e troppe omissioni, il giallo su questo mistero assurdo continua.