Dal 5 all’8 febbraio 2026, Bologna si trasforma in un museo a cielo aperto con l l'Art City 2026: più di 300 appuntamenti tra mostre, performance, installazioni, talk e progetti speciali animano spazi pubblici e privati, musei, gallerie e luoghi solitamente chiusi o poco conosciuti. La manifestazione è promossa dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere, in concomitanza con Arte Fiera, e guidata per l’edizione 2026 dalla direzione artistica di Lorenzo Balbi.
Di seguito una lista di cinque luoghi particolari da non perdere per vivere l'Art City di Bologna 2026 in modo profondo e originale.
Teatro Anatomico dell’Archiginnasio
Il Teatro Anatomico è uno dei luoghi più affascinanti di Bologna: costruito nel XVII secolo per le lezioni di anatomia, è un ambiente storico interamente ligneo, ricco di simbologia e storia accademica. Per ART CITY 2026, ospita interventi performativi e scultorei di artisti come Alexandra Pirici (Rejoin), che dialogano con l’atmosfera secolare del luogo. (Teatro Anatomico dell'Archiginnasio-© Wikipedia)
Aula Magna della Biblioteca Universitaria – To the Best of My Knowledge di Nora Turato
Ex chiesa barocca trasformata in grande sala per eventi accademici e musicali. Situata nel cuore della zona universitaria, è un luogo che colpisce per la sua monumentalità: un unico grande ambiente, scandito da colonne, stucchi e un’acustica pensata per la voce e il suono. Per ART CITY, l’Aula Magna entra nel percorso dello Special Program Il corpo della lingua ospitando interventi performativi e sonori che sfruttano la dimensione architettonica dello spazio. (© Wikipedia )
Ex chiesa di San Barbaziano
San Barbaziano ospita progetti video e installativi che sfruttano l’architettura sacra come contesto narrativo, creando un dialogo tra immagini e geometrie spirituali. San Barbaziano (-© Wikipedia)
Aula Alessandro Ghigi dell’ex Istituto di Zoologia
Questo ambiente, parte di un complesso universitario storico dedicato un tempo alla ricerca zoologica, è aperto eccezionalmente per ART CITY. Negli spazi di quello che era un laboratorio scientifico si collocano interventi del Special Program “Il corpo della lingua”, con opere site-specific di artisti come giulia deval che giocano con suono e percezione, facendo dialogare la storia dello studio scientifico con la sensibilità contemporanea. -© Art City Instagram )
Ex chiesa di San Nicolò
San Nicolò di San Felice, con la sua struttura in parte in rovina e non completamente restaurata, offre un’esperienza di visita che pone l’opera in relazione ai segni del tempo e della memoria urbana, trasformando ciò che resta dell’edificio in un elemento attivo dell’opera stessa Il portale della chiesa nel 1970 (-© Paolo Monti)