Arte Fiera 2026 si è tenuta a BolognaFiere dal 6 all’8 febbraio 2026, con anteprima il 5 febbraio, sotto l’organizzazione di BolognaFiere S.p.A.. L’edizione, guidata dalla direzione artistica di Davide Ferri e dal direttore operativo Enea Righi, ha riunito oltre 200 gallerie italiane e internazionali, mostrando la varietà e la vitalità dell’arte contemporanea.
A fiera conclusa, tra installazioni, pittura, fotografia e scultura, alcune opere hanno continuato a farsi ricordare per originalità e impatto visivo. Ecco le cinque opere che hanno segnato Arte Fiera 2026:
Glass Gellage di Michal Macku
Michal Macku, artista ceco noto per il suo processo chiamato Glass Gellage. Questa metodologia consiste nel strappare l’emulsione gelatinosa dal negativo fotografico durante lo sviluppo, trasferendola su lastre di vetro multiple e assemblate in tre dimensioni: il risultato è un’immagine sospesa tra fotografia, scultura e materia ornamentale, dove figure e forme sembrano emergere e dissolversi nella trasparenza del vetro.
Life Drawing (or X‑Ray) di Isabella Benshimol Toro
Una delle opere più suggestive di Isabella Benshimol Toro è Life Drawing (or X‑Ray) in Ocher, Beige, Purple, and Brown, realizzata nel 2025. Il lavoro è una scultura/oggetto in una scatola di Perspex (85 × 85 × 15 cm) che contiene vestiti usati immersi in resina epossidica — una combinazione di materiali che diventa corpo, traccia e segno di presenza umana. Foto: - ©Katia Di Luna
Giulio Paolini – Teogonia, 1982‑2024
Un’opera di uno dei maestri dell’arte concettuale italiana presente nello stand dell’Archivio Galleria Ugo Ferranti. -Teogonia è un lavoro che sintetizza decenni di ricerca sull’origine del pensiero e sulle strutture simboliche: un riferimento forte all’intreccio tra mito, linguaggio e immagine che ha trovato nuova risonanza nella cornice fieristica. -©Primo Marella
Ruben Pang – The Awakening, 2025
Un grande dipinto su pannello composito che combina olio, alchidico e vernice dammar. Pang, già affermato sulla scena internazionale, qui esplora un immaginario di risveglio psicologico e sensoriale: colori intensi e gesti pittorici fluidi creano una narrazione visiva dove forma e sogno si confondono.- © Primo Marella
Chalisée Naamani – Wardrobe (You’ll grow into it), 2025
Una performance-installazione site‑specific che intreccia pittura, scultura, moda e tecnologia. L’artista presenta i suoi “vêtements-images”, abiti‑immagine realizzati con materiali di recupero e pensati per non essere mai indossati. Al centro della scena, l’atto ripetuto di stirare dà forma a una riflessione sui concetti di abitazione, abitudine e cura quotidiana, creando un dialogo continuo tra corpo, spazio architettonico e spettatore. -©Arte Fiera Facebook