Nuove indiscrezioni provenienti dall'Asia pongono nuovamente la cessione del Milan in primo piano. Il magnate di Singapore Peter Lim avrebbe messo sul piatto ben 500 milioni di euro per ottenere il 70% della squadra rossonera.

Non più tardi di un mese fa alla presentazione della nuova sede del Milan, l'amministratore delegato alla parte commerciale Barbara Berlusconi aveva confermato un'offerta da parte dello stesso imprenditore di circa 300 milioni di euro, ma quasi sdegnosamente aveva replicato che la cifra al massimo sarebbe stata sufficiente per entrare in società con una quota del 30%.

Fino ad ora, il presidente Silvio Berlusconi ha sempre negato con forza di voler vendere la società rossonera, di cui è presidente dal 1986, ma è sicuramente palese un disimpegno economico e una certo distacco dalle vicende della squadra. Da alcuni anni l'imperativo categorico in casa rossonera è quello del pareggio del bilancio e in nome di questo obiettivo ci sono state cessioni eccellenti che hanno impoverito il tasso tecnico della rosa, relegando di fatto il Milan ad una società di seconda fascia non solo in Europa.

Rimangono logicamente il nome ed il prestigio che non possono non attirare l'interesse di potenziali investitori, che fino ad ora però sono stati respinti dalla proprietà interessata solo a cedere quote di minoranza, al fine di acquisire nuova liquidità, ma di mantenere il controllo delle operazioni.

Impresa difficile perché è poco realistico pensare che un imprenditore voglia investire, ma senza poter decidere.

Come in ogni monarchia dinastica (è quella di Silvio Berlusconi di fatto lo è) la "spartizione" dell'impero diventa un fattore cruciale e a Barbara Berlusconi è "toccato" in eredità il Milan e difficilmente se ne vorrà privare.

Nel suo recente viaggio negli Emirati Arabi alla ricerca di nuove opportunità commerciali per finanziare lo stadio di proprietà (che in Italia sembra essere la panacea di ogni male), Barbara Berlusconi ha intrapreso dei contatti anche con Zong Quinghou, il secondo uomo più ricco della Cina, che da voci non confermate parrebbe essere anche lui interessato ad entrare nell'orbita Milan, ma anche in questo caso bisognerà vedere se possa accettare un ruolo di minoranza.

Proprio per ovviare a questa problematica nel "pacchetto" d'offerta di Peter Lim, sarebbe stata ventilata anche la possibilità di lasciare a Silvio e Barbara Berlusconi gli attuali ruoli.

Lim è del 1953, di origini umili, è diventato in pochi anni uno degli uomini più ricchi d'Asia (ha un patrimonio stimato di 2,4 miliardi di dollari), grazie a svariati interessi che hanno il loro focus nella costruzioni di immobili (è attivo soprattutto in Malesia dove collabora con la famiglia reale). È inoltre socio di importanti gruppi di moda e fondatore di comparti ospedalieri. Già in passato ha cercato di diventare proprietario di società di calcio europee. Partendo dal Liverpool nel 2010, per finire negli anni scorsi all'Atletico Madrid ed è storia recente, al Valencia.

È particolarmente legato a Jorge Mendes, potentissimo procuratore portoghese di autentici big del calcio mondiale tra cui Cristiano Ronaldo, Thiago Silva, Mourinho, Pepe e tanti altri. Con lui ha assistito ultimamente in tribuna a Milan - Chievo.

Il vento d'Oriente quindi soffia anche in casa Milan ed è suggestiva l'ipotesi di assistere presto ad un derby indonesiano Lim-Thohir.