L'importante vittoria ottenuta a Firenze proietta il Napoli verso la zona-alta della classifica e permette agli azzurri di Benitez di conquistare il 3° posto: scavalcati in un colpo solo Sampdoria, Lazio e Genoa, Higuain e compagni ora viaggiano col vento in poppa e sognano l'aggancio a Roma e Juve. Gli otto risultati utili consecutivi in campionato (quella del Franchi è la 5^ vittoria in 8 gare) certificano senza dubbio che il momento di crisi della squadra partenopea è ormai alle spalle: la vera svolta però è arrivata quindici giorni fa con il netto successo sulla Roma, successo grazie al quale il Napoli ha ritrovato fiducia nei propri mezzi e consapevolezza; nonostante l'undici di Benitez avesse comunque espresso un buon calcio e spesso raccolto meno di quanto meritava (un esempio su tutti, il pareggio contro l'Atalanta) infatti, era chiaro a tutti che sarebbe servita una vittoria "di prestigio" come quella contro la Roma per rialzare la testa e lanciare un segnale a tutto il campionato.

Il tecnico spagnolo può sorridere, perché la vittoria del Franchi è importante non solo in chiave-classifica, ma anche da un punto di vista strettamente psicologico: vero che i viola erano reduci dalla sconfitta in quel di Marassi (3-1 contro la Samp) e che in casa avevano già perso uno scontro-diretto contro la Lazio (0-2), ma è vero anche che la squadra di Montella era riuscita a bloccare prima Milan (1-1) e poi Inter (3-0), entrambe considerate, fino a una settimana fa almeno (e forse ancora, a torto o a ragione), due tra le principali pretendenti al 3° posto.

Ma è un Napoli che può puntare ancora più in alto? Questa squadra ha la forza di contendere la leadership a Roma e Juventus? Il problema principale in questo senso è legato alla continuità di risultati, che è un po' lo stesso riscontrato nella stagione appena trascorsa: come più volte dimostrato infatti, il Napoli tende a tenere un ruolino di marcia spesso altalenante, dalla grande prestazione contro la "big" (come contro la Roma) si può passare in un amen alla debacle contro l'ultima in classifica (ad esempio, con il Chievo ad inizio campionato), o viceversa; questa la differenza più importante nei confronti della Juventus per esempio, squadra che negli ultimi 3 anni (eccezion fatta per i 102 punti dell'anno scorso) ha sempre mantenuto un ritmo costante e che dopo una sconfitta (che può capitare, per carità) è quasi sempre riuscita ad inanellare una serie di importanti vittorie.

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Tegola Insigne - In ogni caso tutto ora sembra girare per il verso giusto, Higuain è tornato a segnare con continuità anche in campionato, Callejon sta attraversando un momento di forma stratosferica (non a caso è stato chiamato per la prima volta dalla Roja) e Koulibaly, acquisto del mercato estivo inizialmente criticato, si sta rivelando una sicurezza. Dicevamo, tutto sembra girare per il verso giusto, o meglio, quasi tutto: l'unica (anche se importante) nota stonata riguarda l'infortunio a Lorenzo Insigne, infortunio che il giovane attaccante partenopeo ha subito proprio ieri al Franchi di Firenze. Si pensava ad una semplice distorsione, purtroppo invece, come evidenziato dagli esami del dott. Mariani, si tratta di rottura del crociato anteriore del ginocchio destro: con tutta probabilità Insigne dovrà stare lontano dai campi di gioco almeno 4-5 mesi, e la sua stagione si può dire praticamente chiusa qui. A lui, tutti i migliori auguri per una pronta guarigione.