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L'arrivo di Roberto Mancini alla corte nerazzurra era nell'aria, così come già da tempo si era intuito che il rapporto tra il presidente Thohir e Walter Mazzarri fosse arrivato al capolinea. Quando una squadra come l'Inter si trova al nono posto dopo undici giornate con quattro vittorie, quattro pareggi e tre sconfitte, non esistono alibi, nemmeno quelli che il buon tecnico toscano ha cercato di costruirsi nelle ultime settimane. Sebbene in questi casi, la responsabilità ricada inevitabilmente sull'allenatore, l'esperienza insegna che queste 'staffette', a campionato in corso, servono poco o a nulla (vedi il cambio Allegri-Seedorf dello scorso anno).

La pausa per gli incontri della Nazionale, dunque, è stata fatale a Mazzarri che subisce il primo esonero della sua carriera. L'interrogativo che tutti si stanno ponendo in questo momento è: fino a che punto Mazzarri è responsabile del cattivo andamento della stagione nerazzurra?


L'Inter, obiettivamente, non possiede un organico da scudetto se lo paragoniamo alla rosa della Juventus o a quella della Roma: tanti buoni giocatori ma nessun grande campione, eccetto un ottimo portiere come Handanovic, un centrocampista talentuoso come Kovacic ed una punta, Mauro Icardi, capace di buttarla dentro quando è messo nelle condizioni di poterlo fare. Se poi ci aggiungiamo che i vari Hernanes, Palacio e Osvaldo non hanno dato fin qui (per vari motivi) l'apporto sperato, ecco che siamo arrivati alla 'frittata'. Dunque, scelta inevitabile: via Mazzarri, dentro Mancini.


Il 'Mancio' torna all'Inter dopo essere stato allenatore della formazione nerazzurra dal 2004 al 2008, anno in cui venne rimpiazzato da Mourinho: alla guida dell'Inter ha ottenuto 96 vittorie, 42 pareggi e 14 sconfitte, uno score di tutto rispetto. Se andiamo, però, a vedere il 'contesto storico' di quegli anni, dobbiamo tener conto del fatto che quello era anche il periodo di 'Calciopoli' e della Juventus in serie B ma soprattutto alcuni giocatori che Mancini potè allenare in quegli anni (solo per fare alcuni nomi, Zanetti, Maicon, Stankovic, Figo per non parlare di Vieira e Ibrahimovic arrivati proprio da Torino, sponda bianconera) non sono certo paragonabili, sul piano tecnico, a quelli presenti nella rosa attuale. Mancini, allora, come punto di ripartenza, ma la strada, per un pò almeno, sarà ancora in salita.