Il calcio nipponico, nell'immaginario collettivo, è stato a lungo rappresentato dalle vicende narrate nei cartoni animali di Holly & Benji, finché nell'estate 1994 non sbarcò in Italia, destinazione Genoa, Kazuyoshi Miura, attaccante classe 1967. Il talento nipponico - arrivato molti anni prima del difensore interista Nagatomo - divenne il primo calciatore proveniente dal Paese del Sol Levante e il suo trasferimento avvenne dal Verdy Kawasaki, ma Miura aveva già avuto una lunga esperienza all'estero, in diverse squadre brasiliane.

L'anno di permanenza al Genoa non passerà certo agli annali del calcio, anche se l'attaccante riesce a realizzare il suo unico gol in un match importantissimo, il derby con la Sampdoria.

Una carriera leggendaria

L'attaccante nipponico tornò così mestamente in patria, per poi vestire qualche anno più tardi la maglia di un'altra squadra europea, la Dinamo Zagabria. Stella del calcio nel suo Paese per tutti gli anni Novanta, con 89 presenze e 55 gol con la maglia della sua nazionale, Miura è secondo solo a Kunishige Kamamoto per numero di realizzazioni.

A un certo punto, di lui si perdono le tracce, salvo poi scoprire che quasi un quarto di secolo dopo aver militato nel nostro campionato, l'attaccante nipponico è ancora in attività e anzi grazie ai 54 minuti giocati contro il V-Varen Nagasaki è ora negli annali del calcio.

Lo straordinario record

Questo spezzone di partita gli è infatti valso il primato di giocatore più longevo della storia, spodestando dal gradino più alto del podio sir Stanley Matthews, la leggenda del calcio inglese che lasciò l'attività agonistica a 50 anni e cinque giorni, nel 1964.

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In realtà, Kazu Miura non se la sente di prendersi il carico di questo paragone: “Matthews è stato una leggenda e io non mi sento di averlo superato”, sono state le sue parole. Per l'attaccante nipponico, insomma, “non è solo questione di numeri”, ma il talento conta eccome. Miura, che sogna di smettere di giocare a 60 anni, sogna ora un altro record: quello di essere il calciatore più longevo a mettere a segno un gol.

In tanti sono pronti a scommettere che ce la farà.

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