Doveva essere la partita della conferma, si è trasformata in una brusca frenata. Dopo due vittorie convincenti, anzi travolgenti, contro Al-Ain (5-0) e Wydad (4-1), la Juventus di Igor Tudor si è schiantata contro il Manchester City, uscendo con le ossa rotte da una partita che potrebbe cambiare la narrazione del suo Mondiale per club. Il 5-2 incassato contro la compagine di Guardiola non è solo un risultato pesante, ma anche un campanello d’allarme che riporta a galla dei vecchi limiti mai del tutto superati.
Difesa in difficoltà e scelte discutibili
Contro la formazione di Pep Guardiola, i bianconeri sono sembrati impotenti, soprattutto in fase difensiva, dove la retroguardia è andata ripetutamente in affanno sotto i colpi precisi e spietati dell’attacco Citizens. L’ordine e la compattezza visti nelle prime due gare sono svaniti, lasciando spazio a una squadra disorientata, lenta nelle letture e vulnerabile ai cambi di ritmo avversari.
A rendere ancor più amara la sconfitta, le scelte iniziali di Tudor hanno generato non poche polemiche tra i tifosi. L’esclusione a sorpresa di Kenan Yildiz e Marcus Thuram dalla formazione titolare è stata accolta con perplessità, soprattutto alla luce di quanto i due avevano inciso nei precedenti match.
La sensazione è che il tecnico croato abbia voluto sorprendere Guardiola, finendo però per spiazzare i suoi stessi uomini.
Da pretendente a outsider?
Il ko non cancella quanto di buono visto nelle partite contro Al-Ain e Wydad, ma certamente riporta la Juventus con i piedi per terra. L’entusiasmo che si era generato attorno alla squadra, galvanizzata dai successi roboanti e dal sogno di alzare un trofeo internazionale che manca da troppo tempo, rischia ora di trasformarsi in pressione e insicurezza.
Il prossimo banco di prova sarà di quelli da far tremare i polsi: agli ottavi di finale c’è il Real Madrid. Un incrocio che potrebbe rappresentare la vera cartina tornasole del valore di questa Juventus.
Se quella contro il City è stata solo una giornata storta o se invece la squadra è ancora lontana dai vertici del calcio mondiale lo dirà proprio la sfida con i Blancos.
Tudor sotto esame?
Anche Tudor dovrà dare una risposta convincente: il tecnico croato sarà chiamato a dimostrare di saper gestire la pressione e ricompattare un gruppo che ha mostrato limiti mentali e strutturali ancora ben presenti. Sarà fondamentale ritrovare equilibrio e lucidità nel giro di pochi giorni ma anche fare autocritica su scelte tecniche e strategiche che, contro un avversario di primissima fascia, si sono rivelate inefficaci. Il Real Madrid, in questo senso, sarà il rivale perfetto per avere le dovute risposte da questa squadra.