Adriano Galliani, storico dirigente del calcio italiano, ha espresso con amarezza il suo commento sull'eliminazione dell'Italia dai Mondiali, evidenziando come la Nazionale sia un riflesso diretto del campionato di Serie A. Intervenuto ai microfoni, Galliani ha affermato: «La Nazionale è figlia del campionato», sottolineando che l'attuale crisi non coinvolge solo la selezione azzurra, ma l'intero movimento calcistico nazionale.

L'ex amministratore delegato del Milan ha rievocato le epoche d'oro del calcio italiano, quando le squadre erano protagoniste nelle competizioni europee e la Serie A vantava la presenza di grandi campioni, sia italiani che stranieri.

«Prima avevamo i grandi campioni in Serie A, i Palloni d’oro italiani e stranieri. Negli anni ’90 l’Italia vinceva Coppa Campioni, Coppa delle Coppe e Coppa Uefa. Le finali erano sempre giocate da squadre italiane», ha spiegato Galliani. Ha poi evidenziato come «tutto il fenomeno calcistico si sia abbassato», definendo la Serie A un campionato di transito e rimarcando che «solo il 30% dei giocatori sono convocabili», a testimonianza del calo qualitativo generale.

Un sistema da riformare a partire dai giovani

Galliani ha inoltre puntato il dito sull'organizzazione del calcio italiano, criticando la lentezza del gioco e la scarsa propensione dei club a investire nei vivai. «Nel campionato italiano il giro palla è uno dei più lenti dei campionati europei, e così anche il top delle velocità», ha osservato.

L'ex dirigente ha poi ribadito che la crisi deve essere affrontata in modo sistemico: «È inutile cercare il colpevole e dire che è il presidente federale, piuttosto che l’allenatore o il componente del consiglio federale. La crisi è un fenomeno che va visto a 360 gradi».

Concludendo la sua analisi, Galliani ha evidenziato come i settori giovanili siano cambiati: «I ragazzi possono andar via a qualsiasi età, così i club sono meno propensi a spendere sui vivai. Se vogliamo cambiare, va fatto dai settori giovanili alla nazionale. Io l’allenatore della nazionale lo chiamo ancora selezionatore...». Le sue parole sottolineano la necessità di una riforma profonda, che parta dalle fondamenta per risollevare l'intero movimento, fino ai vertici della Nazionale.

La crisi della Nazionale e le reazioni dopo l'eliminazione

L'eliminazione dell'Italia ai rigori contro la Bosnia ha segnato il terzo fallimento consecutivo nella qualificazione ai Mondiali, estendendo l'assenza azzurra dalla massima competizione internazionale. Questo esito ha generato forti reazioni tra i media e gli addetti ai lavori, con critiche dirette all'intero sistema calcistico e alla Federazione Italiana Giuoco Calcio. Numerosi osservatori hanno richiesto una rifondazione immediata della FIGC e l'implementazione di riforme urgenti, evidenziando come l'assenza di un progetto a lungo termine sia una delle cause principali della crisi attuale. Il dibattito prosegue sulle strategie più efficaci per rilanciare il calcio italiano e riportare la Nazionale ai vertici mondiali.