Lionel Scaloni, commissario tecnico dell’Argentina, ha voluto rimarcare il carattere indomito della sua squadra alla vigilia del quarto di finale dei Mondiali contro la Svizzera, che si terrà a Kansas City. L’allenatore ha espresso il desiderio che la sua Argentina venga ricordata come "una squadra che non si è mai arresa", ponendo l'accento sulla passione che anima il gruppo e l’intera nazione. "Vorrei che questa squadra fosse ricordata come una squadra che non si è mai arresa. Questa è l’eredità che vogliamo lasciare", ha dichiarato Scaloni, sottolineando come la determinazione sia stata un fattore cruciale nei momenti più complessi del torneo.

L’Albiceleste ha infatti dovuto superare ostacoli significativi nel suo percorso. Prima la vittoria sofferta contro Capo Verde, ottenuta per 3-2 ai supplementari, poi la spettacolare rimonta contro l’Egitto, dove la squadra è riuscita a ribaltare uno svantaggio di due reti per imporsi anch'essa per 3-2. Scaloni ha spiegato che vestire la maglia della nazionale argentina significa essere mossi da una passione autentica, paragonabile a quella di un bambino che non vuole mai perdere un pallone. Ha inoltre difeso Lionel Messi dalle critiche sulla sua velocità, affermando che, nonostante i suoi 39 anni, "è ancora il migliore finché lo vorrà". Riguardo ai calci di rigore, il ct ha ribadito che la scelta spetterà sempre al capitano: "Se vorrà tirarne un altro, lo farà, perché è sua scelta".

Sul prossimo avversario, la Svizzera, Scaloni ha evidenziato che si tratta di una squadra "ottima, fisica e atletica, che darà del filo da torcere".

Le emozioni di Scaloni e il soprannome nello spogliatoio

Il cammino dell’Argentina in questo Mondiale è stato profondamente segnato anche dalle emozioni intense vissute dallo stesso Scaloni. Dopo la rimonta contro l’Egitto, il commissario tecnico non ha nascosto la sua commozione durante l’intervista a bordo campo, ammettendo con difficoltà: "Scusa, non ce la faccio. Non riesco a parlare…". Un’ora più tardi, nella conferenza stampa, Scaloni ha rivelato con un sorriso che i suoi giocatori lo chiamano affettuosamente "La Llorona", un soprannome che allude alla sua spiccata sensibilità e alla facilità con cui si commuove.

Il tecnico ha ribadito la sua visione del calcio, non solo come tattica e strategia, ma anche come cuore e istinto: "Per questo è un gioco che genera emozioni ineguagliabili".

La passione argentina e la sfida con la Svizzera

La passione contagiosa che Scaloni trasmette alla squadra è diventata un tratto distintivo dell’Argentina in questa edizione dei Mondiali. Già nella partita d'esordio, dopo la tripletta di Messi contro l’Algeria, il ct si era lasciato andare alle lacrime, abbracciando il suo capitano e sussurrandogli "Te quiero". Ora, con la Svizzera come prossimo ostacolo nei quarti di finale, l’Argentina si prepara a una sfida che si preannuncia intensa, sia dal punto di vista tecnico che emotivo. La squadra può contare su un gruppo unito e su un allenatore capace di infondere valori profondi, proiettandosi verso l'obiettivo con la consapevolezza della propria resilienza.