Le proteste hanno infiammato la sfida tra Lecce e Roma, giocata lunedì 31 agosto al Via del Mare e valida per la seconda giornata di Serie A. Al centro della contestazione, il quarto gol della squadra capitolina, siglato da Rodrigo Mora, nato da un'azione che i salentini ritengono viziata da un presunto tocco di braccio di Molina a centrocampo. Nonostante le veementi proteste della panchina di Di Francesco e dei giocatori in campo, la rete è stata convalidata, generando un acceso dibattito e lasciando un'ombra sull'esito della marcatura.
La sequenza dell’azione contestata
L'episodio chiave si è verificato al 66° minuto di gioco. Molina, nel tentativo di controllare un pallone vagante a metà campo, si è avventato sulla sfera. I giocatori del Lecce hanno reclamato un contatto con il braccio, che, sebbene apparisse aderente al corpo, avrebbe viziato l'inizio dell'azione. Nonostante le immediate proteste dei calciatori salentini, l'azione è proseguita senza interruzioni significative. La palla è giunta a Malen, che con prontezza ha servito Mancini in area di rigore. Il difensore, con lucidità e visione di gioco, ha alzato lo sguardo e ha trovato Rodrigo Mora in posizione favorevole, permettendogli di battere il portiere Falcone e siglare il poker per la Roma, portando il risultato su un parziale significativo.
La decisione in campo e il ruolo del Var
Dopo la realizzazione del gol, le proteste del Lecce si sono intensificate notevolmente. I calciatori salentini e la panchina guidata da Di Francesco hanno richiesto con insistenza un intervento arbitrale, invocando una revisione sul contatto iniziale che avrebbe coinvolto Molina. Tuttavia, l'arbitro ha mantenuto ferma la sua decisione, convalidando la marcatura. Il successivo silent check del Var ha confermato la scelta presa sul terreno di gioco, senza ritenere necessario un richiamo al monitor per una revisione approfondita. L'episodio è rimasto così uno dei momenti più discussi e controversi dell'incontro, alimentando il dibattito sulla correttezza della rete e sulle dinamiche arbitrali.
Le proteste dei tifosi romanisti e il divieto di trasferta
La partita del Via del Mare non è stata caratterizzata solo dalle tensioni in campo, ma anche da un acceso dibattito pre-gara riguardante la presenza dei tifosi romanisti. Le associazioni U.T.R. e A.I.R.C. avevano espresso la loro ferma opposizione attraverso una lettera pubblica, contestando il divieto di trasferta imposto dalla Prefettura di Lecce. Nel loro comunicato, le associazioni hanno denunciato un provvedimento discriminatorio nei confronti della tifoseria giallorossa. Hanno protestato "vibratamente per l’ennesimo iniquo provvedimento discriminatorio nei confronti della Tifoseria Romanista con il quale, su indicazioni del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, il Prefetto di Lecce ha disposto la chiusura del settore ospiti dello stadio di Via del Mare ed il divieto di vendita dei biglietti della partita Lecce-Roma in programma il 31 agosto 2026 ai residenti nel Lazio."
Le associazioni hanno inoltre evidenziato come gli episodi richiamati nel provvedimento fossero "generici" e di cui "francamente non abbiamo memoria".
Hanno sottolineato che, secondo quanto relazionato dal Questore di Roma, nella stagione precedente all’Olimpico non si sarebbero verificati incidenti. A causa dei tempi troppo stretti, non sarebbe stato possibile ricorrere utilmente al TAR, e per questo è stato rivolto un appello per il ripristino del diritto alla libera circolazione, a tutela dei diritti dei sostenitori.