Il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, è intervenuto personalmente nella crisi che sta coinvolgendo la FIFA e la sua governance. Macron avrebbe agito dietro le quinte per diversi giorni, con l'obiettivo primario di preservare l'unità del calcio mondiale e scongiurare divisioni tra continenti e confederazioni. Il suo coinvolgimento si è manifestato in un momento cruciale per la Federazione internazionale, in seguito all'annuncio – poi ritirato – del controverso progetto di cessione di quote dei Mondiali per nazionali e club a investitori privati.

La posizione di Macron si è allineata a quella della UEFA, che ha adottato una linea dura nei confronti della gestione di Gianni Infantino, presidente della FIFA. Il capo di Stato francese avrebbe condotto numerose telefonate e intavolato discussioni, ignorando il principio teorico di "non interferenza" del potere esecutivo negli affari sportivi. L'intento dichiarato era quello di evitare "qualsiasi spaccatura duratura" nel panorama calcistico internazionale.

Crisi di fiducia attorno a Infantino

La situazione si è ulteriormente aggravata quando, dopo la federazione del Galles, anche la Football Association inglese ha manifestato l'intenzione di ritirare il proprio sostegno a Infantino per un nuovo mandato alla guida della FIFA.

Questa decisione rappresenta una svolta significativa, considerando il peso simbolico e politico dell'Inghilterra nel panorama calcistico globale. Il malcontento europeo è cresciuto notevolmente in seguito al controverso progetto di creare una nuova struttura commerciale legata ai ricavi della Coppa del Mondo, iniziativa che ha portato la UEFA a dichiarare pubblicamente di aver perso fiducia nella leadership di Infantino.

Il progetto, sebbene sia stato abbandonato dopo le forti pressioni, ha lasciato una frattura profonda tra la FIFA e alcune delle sue principali federazioni europee. La federazione gallese è stata la prima a esprimere apertamente la perdita di fiducia nei confronti di Infantino, seguita dalla FA inglese, che ha deciso di rivedere la propria posizione rispetto alla lettera di sostegno inviata in precedenza per la sua rielezione.

Il ruolo di Macron e il contesto internazionale

Macron avrebbe svolto un ruolo attivo nel sollecitare la FIFA a ritirare il progetto di apertura agli investitori privati, avanzando numerosi appelli e confrontandosi direttamente con il presidente Gianni Infantino. Questa azione si inserisce in un contesto di crescente pressione da parte delle federazioni europee, le quali richiedono maggiore trasparenza e un confronto più ampio nelle decisioni strategiche della FIFA.

Nonostante la crisi e le contestazioni, Infantino rimane favorito per la riconferma, grazie al solido sostegno di molte federazioni extraeuropee. Tuttavia, per la prima volta dalla sua elezione nel 2016, la sua leadership appare seriamente contestata, con il concreto rischio che altre federazioni europee possano seguire l'esempio di Galles e Inghilterra, mettendo in discussione l'unità del calcio mondiale e l'equilibrio di potere all'interno della Federazione.