Alberto Rimedio, noto telecronista Rai, ha preso le difese di Lele Adani, commentatore sportivo, in seguito alle critiche suscitate dalle sue telecronache appassionate durante i recenti Mondiali. Intervenendo a TG1 Talks, Rimedio ha chiarito la natura del suo rapporto professionale con Adani e ha fermamente smentito l'idea che l'ex difensore abbia simulato o esasperato la sua partecipazione emotiva durante le partite, in particolare quelle che hanno visto protagonista l'Argentina di Lionel Messi. Il telecronista ha inoltre sottolineato il peso televisivo degli eventi calcistici, evidenziando il successo di ascolti del calcio rispetto ad altri grandi appuntamenti sportivi, come la finale di Wimbledon.
L'autenticità della passione di Adani
Rimedio ha spiegato che i suoi interventi in diretta, volti a invitare a "riordinare le idee" o "riabbassare i toni" nelle fasi cruciali delle partite, non rappresentavano affatto una presa di distanza da Adani. Ha enfatizzato la massima stima e il grande feeling che li lega, definendo i suoi richiami come una semplice esigenza di bilanciare i due estremi della telecronaca, garantendo così un commento completo e dinamico.
Ha poi ribadito con forza la straordinaria competenza calcistica di Adani, un aspetto che, a suo dire, non è comune a tutti i commentatori, non solo in Rai. Soprattutto, ha insistito sull'autentica passione di Adani per lo sport, affermando categoricamente che "non c'è alcuna finzione" nel suo modo di vivere e raccontare il calcio.
Rimedio ha ulteriormente rafforzato il concetto di autenticità, respingendo le critiche che suggeriscono un'esagerazione finalizzata a scopi non specificati. Ha dichiarato: "Quando io sento delle critiche riferite a Lele, per le quali sostanzialmente si parla di un'esagerazione finalizzata a non so quale scopo, quello che io voglio sottolineare è che lui non finge". Ha basato questa affermazione sull'esperienza di aver vissuto "praticamente in simbiosi per 40 giorni circa" durante il Mondiale, un periodo che gli ha permesso di conoscere ancora meglio il collega. "Non c'è alcuna finzione, lui è così", ha concluso Rimedio.
L'impatto sul pubblico giovane e il successo del calcio
Il telecronista ha citato la semifinale tra Argentina e Inghilterra come esempio lampante del coinvolgimento emotivo di Adani, definendola "la vera finale, con emozioni pazzesche".
Ha espresso la certezza che Adani avrebbe avuto la stessa reazione appassionata anche di fronte a una rimonta di un'altra nazionale, sottolineando che "lui è preso dalla passione". Ha specificato che tra loro non ci sono stati confronti di tifo, ma un comune interesse per la partita di calcio in sé, focalizzato sull'emozione del gioco.
Un aspetto cruciale evidenziato da Rimedio è il merito di Adani nell'aver riavvicinato il pubblico giovane alla Rai, riconoscendogli un "successo strepitoso con i giovani". Questo dimostra, secondo Rimedio, come una telecronaca che sappia coniugare equilibrio e intensità possa attrarre diverse fasce di pubblico.
Infine, Rimedio ha rilanciato sul peso televisivo del calcio, evidenziando come i Mondiali abbiano registrato ascolti significativamente superiori rispetto alla finale di Wimbledon. Questo dato, ha suggerito, è a riprova della profonda radice che questo sport ha nella cultura italiana e della sua capacità di generare un coinvolgimento di massa.