A Roma, il 18 settembre 2026, è giunta l’ufficialità che segna un nuovo capitolo per la Nazionale italiana di calcio: Diana Bianchedi ha formalizzato il proprio rapporto con la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), assumendo il ruolo di capodelegazione azzurra nella squadra guidata dal commissario tecnico Roberto Mancini. Il nome di Bianchedi, già vicepresidente vicaria del CONI, compare per la prima volta nell’elenco dei convocati della Nazionale, e il suo ingresso nel gruppo azzurro è previsto a partire da lunedì. Questa nomina segue la sua decisione di lasciare l’incarico precedentemente ricoperto all’interno della Fondazione Milano Cortina 2026.
La formalizzazione dell’accordo con la Federcalcio definisce in maniera chiara il nuovo e significativo ruolo di Bianchedi all’interno della selezione italiana. L’ex olimpionica della scherma assume questo incarico mentre è ancora in attesa del parere dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) riguardo alla compatibilità del suo doppio ruolo con il CONI. La questione centrale, dunque, non riguarda l’ufficialità dell’intesa con la FIGC, bensì la valutazione dell’Autorità anticorruzione sulla piena compatibilità degli incarichi ricoperti.
Il parere dell'ANAC e la posizione del CONI
Nei giorni precedenti l’ufficializzazione, Bianchedi aveva già informato la Giunta del CONI sull’imminente raduno della Nazionale.
In tale contesto, era stato richiamato il percorso avviato con la richiesta di intervento dell’ANAC. Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, secondo quanto emerso, aveva sottolineato che una prima valutazione interna non aveva evidenziato profili di incompatibilità o violazioni dello Statuto che potessero ostacolare l’assunzione del nuovo ruolo.
Il quadro rimane pertanto strettamente legato all’esito del parere definitivo dell’ANAC. Diana Bianchedi ha accettato la proposta della Federcalcio nel pieno e rigoroso rispetto di quanto sarà stabilito dall’Autorità. La FIGC, dal canto suo, integra nel proprio staff una figura di notevole esperienza istituzionale e sportiva, affidandole un ruolo cruciale di raccordo e rappresentanza all’interno della delegazione azzurra, un innesto strategico per la gestione del gruppo squadra.
L'istruttoria dell'Autorità Anticorruzione
La questione della possibile incompatibilità e del conflitto di interessi connesso alla nomina di Bianchedi a capo delegazione della Nazionale era stata oggetto di attenzione e dibattito nei giorni precedenti. L’ANAC, al fine di completare la propria istruttoria, aveva richiesto una documentazione integrativa sia al CONI che alla FIGC e alla Fondazione Milano Cortina 2026. Tale richiesta mirava a ottenere chiarimenti specifici sulle funzioni e le attribuzioni dettagliate degli incarichi ricoperti da Bianchedi, per una valutazione approfondita.
Il riscontro richiesto dall’Autorità è stato prontamente inviato da tutte le parti coinvolte. Attualmente, l’ANAC sta esaminando con attenzione gli elementi trasmessi, in particolare quelli forniti dalla FIGC, che sono stati descritti come prodotti in un clima di proficua e reciproca collaborazione tra le istituzioni. L’esito di questa istruttoria sarà determinante per definire la piena legittimità del doppio incarico di Bianchedi.