In occasione del novantesimo compleanno che avrebbe compiuto il 29 settembre, Fabio Capello ha ricordato Silvio Berlusconi. L'ex tecnico rossonero ha ripercorso il rapporto con il Cavaliere, definendolo "un grande presidente" e "una persona di valore". Il ricordo si è concentrato sull'epoca d'oro del Milan, una squadra che Berlusconi plasmò unendo ambizione, bel gioco e risultati straordinari. Capello ha sempre nutrito "un grande rispetto" per l'ex patron.

Sotto la guida di Capello, dal 1991 al 1996, il Milan conquistò quattro scudetti e una Coppa dei Campioni.

Questo periodo fu segnato da record memorabili, inclusa l'impressionante striscia di 58 partite consecutive senza sconfitte, testimonianza di una squadra dominante.

La Visione Rivoluzionaria di un Calcio Diverso

Capello ha evidenziato come l'innovazione di Berlusconi fosse culturale, prima ancora che tattica. "La sua idea, fin dall'inizio, fu quella di proporre qualcosa di diverso", ha spiegato l'ex tecnico. Berlusconi ambiva a un calcio bello e intenso, capace di "divertire le persone e far innamorare i bambini", sempre accompagnato da risultati. Questa visione, come ricordato da Capello, era quella di un Milan che fosse il più forte e spettacolare del mondo, un vero modello di eccellenza. L'ex allenatore ha rammentato la telefonata che lo portò sulla panchina rossonera dopo Arrigo Sacchi: "Fabio, te la senti?".

Prima di assumere la guida tecnica, Capello aveva già affiancato Nils Liedholm nella stagione 1986-87 e poi guidato la squadra nelle ultime sei partite di Serie A dopo l’esonero dello stesso Liedholm, conquistando la Coppa UEFA attraverso lo spareggio vinto contro la Sampdoria. Quando Sacchi indicò la necessità di cambiare diversi giocatori, Capello sostenne invece che con quella squadra si potesse vincere ancora.

Atene 1994 e l'Aneddoto su Ronaldo

Tra i ricordi più vividi di Capello spicca la finale di Coppa dei Campioni del 1994, vinta 4-0 contro il Barcellona ad Atene. Berlusconi non era allo stadio perché durante la partita ottenne la fiducia al Senato per il suo primo Governo. Capello ha raccontato che lo chiamò dopo la vittoria: "era un uomo felice".

Nel 2007, Berlusconi chiese a Capello un parere sull'acquisto di Ronaldo, che l'allenatore aveva già guidato al Real Madrid. La risposta di Capello fu chiara e diretta: "Presidente, è un grande giocatore ma ama fare baldoria. Per lo spogliatoio non è il massimo. E poi, è già stato ceduto. Lasci stare". Il giorno dopo, Capello lesse sui giornali che l’operazione era fatta e scoprì poi che Adriano Galliani aveva sostanzialmente già chiuso la trattativa.